Dal Financial Times a le Figaro, i giudizi sulle nuove creazioni del prêt-à-porter made in Italy
Tags: Bottega Veneta, Brioni, Dolce & Gabbana, Ermenegildo Zegna, Kiton, Marni, Milano, Missoni, Salvatore Ferragamo

Mascolinità e femminilità, colore e nero, retro e futuristico, sperimentazione e stabilità. Le collezioni per l'autunno-inverno 2011-2012 presentate alle sfilate di Milano moda donna evocano impressioni contrastanti sui media esteri, sempre attenti alle tendenze della moda italiana.
Il Financial Times nota che sulla passerella di Milano ha debuttato la sperimentazione e cita Bottega Veneta, con l'idea della collezione come "laboratorio" per pensare alla stoffa in un modo diverso.
Le case di moda non pensano solo alla prossima stagione, ma anche al futuro a lungo termine: il quotidiano britannico prende lo spunto dalle sfilate milanesi per approfondire come gli stilisti italiani cercano di trasmettere il know-how sartoriale alle nuove generazioni. Bottega Veneta, Brioni ed Ermenegildo Zegna hanno creato le loro scuole, così come Kiton, che punta molto sulla propria scuola d'alta sartoria a Napoli.
L'ad di Kiton Antonio De Matteis – si legge sul Ft - nota che il mestiere rischia di morire e sottolinea che è cruciale investire nelle nuove leve.
"Moda Milano, chiedete al pubblico", titola il Guardian sulla homepage del suo sito, divertito dall'idea di Dolce & Gabbana di invitare l'audience a dare in diretta il proprio giudizio sullo show: una rete Wi-Fi ha permesso alla gente di trasmettere messaggi, attraverso smartphone e blackberry, sugli schermi sopra la passerella.
Il duo, fa notare il Guardian, è particolarmente attivo nell'usare internet e i social network per promuovere il marchio. Assente dai messaggi – puntualizza il quotidiano - era la questione giudiziaria nella quale sono coinvolti Dolce & Gabbana, accusati di evasione fiscale.
Anche il Wall Street Journal richiama sulla copertina online la fashion week milanese, con le novità di Bottega Veneta, Cavalli ed Emporio Armani (che ha fatto la scelta del "tutto nero").
Per il New York Times le sfilate di Milano confermano l'ossessione per il cinema, dato che la musica della sfilata di Missoni era tratta dalle colonne sonore di "True Romance " e "Natural Born Killers". Il Nyt nota un rimando agli anni '60 nella collezione di Aquilano.Rimondi.
"Lo show di Milano è insieme retro e futuristica", titola un lancio Ap ripreso su vari siti internet dei media Usa, tra cui il San Francisco Chronicle.
Tra le tendenze, "grandi piume, colori decisi, bottoni vistosi e lustrini dappertutto". Gli stilisti prediligono linee ad A, con accenti sugli orli, che sono asimmetrici, frangiati o bordati di piume. Dolce & Gabbana fanno diventare di moda il look "androgino", Missoni ha creato un mondo pastello, Marni sperimenta con la geometria. E Laura Biagiotti è patriotticamente uscita sulla passerella con uno scialle di cachemire tricolore, certa che il "Made in Italy" sia la vera miniera d'oro del Paese.
Il nuovo credo degli stilisti milanesi? Rigore, ma senza perdere la femminilità. Così l'Afp – sotto il titolo "Sobrietà maschile, stravaganza femminile" - coglie per la stampa francese (Les Echos, Nouvel Observateur) le tendenze di collezioni che si ispirano al "sobrio abbigliamento maschile, esaltando però seduzione e stravaganze femminili". La cronaca parla delle "linee nette e severe" di Marni, della "doppia collezione" di Dolce & Gabbana (una al femminile, l'altra al maschile) e del contrasto maschile-femminile sul quale gioca Salvatore Ferragamo.
"Chic, il nero abbaglia", titola Le Figaro, pubblicando sulla homepage solo donne in nero. Parismatch invece punta sulla coloratissima "sfilata di carattere" di Dolce & Gabbana.
pagina 1 di 1
|
||
| gallery | blog | |
| archivio notizie | archivio speciali | |
| titoli | tags | |
|
||
| Yoox | MyPrestigium | |
