Da John Galliano a Marc Jacobs, storie di creativi fra genialità e trasgressioni
Tags: Alexander McQueen, Christian Dior, Donatella Versace, Giorgio Armani, Givenchy, John Galliano, Louis Vuitton, Marc Jacobs, Pierre Bergé, Riccardo Tisci, Roberto Cavalli, Thierry Mugler, Vivienne Westwood, Yves Saint Laurent

Dopo la sospensione da direttore creativo della Christian Dior, John Galliano contrattacca denunciando per diffamazione la coppia di avventori di un bar trendy nel Marais che lo accusa di insulti razziali e antisemiti. La conferma arriva dal suo avvocato, Stephane Zerbib, che al Wwd, il quotidiano americano della moda, annuncia lo «shock» dello stilista per la sospensione.
Ieri, a margine della sfilata Emporio, Giorgio Armani ha commentato la vicenda dicendo di essere «dispiaciuto per Galliano» e – come sempre nel backstage – ha chiosato con ironia: «Esce in passerella vestito da Marie Antoniette o da pirata: tanto equilibrato non è». Mentre Roberto Cavalli si è detto sorpreso: «Per me è una persona soft ed educata». La figura del bad boy è sempre andata di moda. Molti stilisti sono fortemente individualisti, amanti del protagonismo esasperato, abituati a essere idolatrati: in un simile contesto, è fin troppo facile scivolare verso stress da prestazione, depressione, abuso di droghe e alcol (quest'ultimo, peraltro, sempre più diffuso anche tra chi non vive sotto i riflettori).
L'ultimo e più eclatante caso è purtroppo quello di Alexander McQueen che, all'apice della carriera, ha scelto il suicidio nella sua bella casa londinese dopo avere ingerito un «mix di cocaina, tranquillanti e sonniferi», come accertò l'indagine di polizia. Marc Jacobs, direttore creativo della Louis Vuitton, uno degli uomini più potenti della moda, era entrato in riabilitazione nel marzo 2007: «Decisione giusta», aveva commentato il suo business partner, Robert Duffy. Sul fronte bad girls, il libro "House of Versace" di Deborah Ball racconta come nel luglio 2004, al party dei 18 anni della figlia Allegra, Donatella Versace abbia accolto il suggerimento dell'amico del cuore Elton John e sia volata in Arizona per disintossicarsi definitivamente dalla cocaina. Su Yves Saint Laurent la biografia non autorizzata di Marie Dominique Lelievre lo battezza mauvais garçon, ragazzaccio, con l'accusa postuma di «sesso sfrenato, droghe, cliniche psichiatriche, irascibilità, anaffettività», duramente contestata dal partner di sempre Pierre Bergé. Vivienne Westwood ha ricevuto nel 2006 l'onorificenza di dama dalla regina Elisabetta e non indossava le mutande, mentre Thierry Mugler ha abbandonato le passerelle per diventare pornoattore dopo operazioni chirurgiche i cui mostruosi risultati circolano su internet per gli appassionati del genere.
Per fortuna c'è anche chi lavora seriamente: per l'eventuale sostituzione di Galliano si parla di Riccardo Tisci, direttore creativo di Givenchy. «Sarei contento se scegliessero un italiano», ha detto Armani.
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