Carlo Guglielmi, presidente del Cosmit, all'attacco di chi non investe in ricerca e innovazione
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"Le grandi catene della distribuzione di mobili che arrivano in Italia investono moltissimo sugli spazi ma poco o nulla in ricerca e innovazione: infatti copiano noi aziende dell'arredo e della luce che, al contrario, investiamo massicciamente".
Parte all'attacco Carlo Guglielmi, presidente del Cosmit, la società che organizza il Salone internazionale del mobile, impegnata quest'anno a celebrare il cinquantenario della manifestazione.
Quello della contraffazione è uno dei problemi più spinosi dell'industria del settore ("L'originalità va protetta da questi parassiti") ma, purtroppo, non è l'unico: "La gran parte delle imprese - prosegue Guglielmi – è di piccole e medie dimensioni: domina una spiccata individualità che pone un freno a quelle aggregazioni che sarebbero indispensabili soprattutto per competere sui mercati internazionali. Speriamo che in futuro cambi la mentalità, anche se proprio il Salone è la testimonianza più lampante della possibilità di organizzare eventi straordinari che si trasformano in un vanto per l'intero paese: dai nostri prodotti trasuda cultura a tutto tondo".
E i numeri del 50° Salone del mobile? Dal 12 al 17 aprile gli espositori saranno 2.720 (inclusi i giovani del SaloneSatellite), con la superficie dei padiglioni di Fiera Milano Rho progettati da Massimiliano Fuksas completamente esaurita. Oltre al Salone, quest'anno ci saranno EuroLuce e SaloneUfficio, con una nuova redistribuzione degli spazi. Apertura al pubblico solo nella giornata di domenica.
L'anno scorso la manifestazione è stata visitata da oltre 297mila persone: erano state 12.100 nella prima edizione, quella appunto del 1961, l'anno dell'insediamento di John Fitzgerald Kennedy e di Yuri Gagarin primo uomo nello spazio, del primo concerto dei Beatles a Liverpool e del film "Colazione da Tiffany". Ancora, dell'Oscar a Sofia oren come migliore attrice protagonista nella "Ciociara", mentre nasceva Barack Obama (anche se nessuno sapeva ancora che sarebbe diventato un giorno l'erede di JFK)..
"Nel 1961 – conclude Guglielmi – il Pil dell'Italia era in crescita dell'8,6%: un miracolo che ricordiamo con rispetto e un pizzico di invidia".
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