La calligrafia sarà la nuova icona contemporanea

«Abbiamo allontanato tutto ciò che non fosse simile ai valori occidentali, compresa l'estetica. Dopo aver rifiutato la nostra cultura per cento anni, ora abbiamo perso il rispetto». Shao Fan, 45 anni, rampollo di una celebre famiglia di artisti di Pechino, siede nel suo studio, dominato da un grande tavolo da lui stesso progettato con antichi legni cinesi.
Dal 1994 ha iniziato la serie di sedute che l'hanno resa famoso, opere in cui lo stile della dinastia Ming si sposa a elementi e materiali moderni.
Quanto conta la tradizione nel suo lavoro?
Se in apparenza nei miei lavori gli elementi contemporanei e quelli legati alla tradizione sembrano avere lo stesso peso, in realtà penso che la maggior parte delle mie opere possa essere definita tradizionale. Infatti le mie sedute sono in linea con l'estetica dell'"armonia", realizzate con materiali e tecniche appartenenti al passato.
Nel combinare modelli di un glorioso passato e materiali di uso quotidiano ritroviamo anche una vena di ironia…
Il mio processo creativo può essere riassunto con il termine cinese «Ba wan», che significa letteralmente «tenere e giocare». Nell'antico cinese, tuttavia, «Ba» significa «toccare con la tua mano il tuo corpo», mentre «wan» può essere tradotto con «considerare», «giocare», «ignorare», «apprezzare», «ammirare» e «interagire con qualche cosa».
Quali elementi ispirano la sua ricerca?
Oggetti di giada della dinastia Shang e Zhou, e opere del «Periodo degli Stati Combattenti», un'età compresa fra il 453 e il 221 a.C.
L'esposizione del Victoria and Albert Museum di Londra è stata l'ultima prova dell'interesse enorme dell'Occidente per il suo Paese. Perché tutta questa attenzione?
Perché credo che le opere contemporanee, presenti nella mostra, fossero per lo più ispirate a una concezione artistica legata alla tradizione e dunque di grande valore.
In un'intervista lei ha affermato che troppo spesso l'arte contemporanea cinese guarda a Occidente, mentre deve mantenere la sua anima cinese. Qual è l'anima cinese?
Se ci fosse un'anima, questa dovrebbe essere un'entità, come un Dio, di cui la gente ha rispetto e ammirazione. Ora io quest'anima non riesco a vederla, almeno nell'arte cinese. Alla fine del 19° secolo, per diversi motivi, abbiamo subito una trasformazione: dall'essere eccessivamente arroganti, siamo diventati inferiori in tutto. Abbiamo allontanato tutto ciò che non fosse simile ai valori occidentali, compresa l'estetica. Dopo aver rifiutato la nostra cultura per cento anni, ora abbiamo perso il rispetto.
Shao Fan è più pittore, scultore o designer?
Principalmente un pittore: questo è il punto di partenza.
Qual è il confine che separa l'arte dal design?
Il design è parte dell'arte e viceversa. La loro relazione è simile a quella di una madre con il proprio figlio. Potrebbero in qualche modo essere separati?
Che cosa significa essere artista in Cina?
Significa vivere in una cultura dell'ansia ed essere ansioso rispetto alla propria identità.
Quali creazioni - opere o architetture - sono destinate, a suo giudizio, a diventare l'icona della Cina contemporanea?
Penso che la calligrafia diventerà l'icona della Cina contemporanea futura.
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