Tendenze "cosmiche" fra le novità di Euroluce 2009

Pianeti luminosi sospesi al soffitto, plafoniere che irradiano luce soffusa come fossero la luna e galassie fatte di faretti piccoli come stelle lontanissime. E poi forme futuristiche spogliate di ogni eccesso, semplici e sinuose linee d'acciaio che accarezzano le pareti inneggiando ad minimalismo che non eccede in forme geometriche e squadrate, ma ammorbidisce le durezze. Per chiudere con accenti retrò, lampade bustier che strizzano l'occhio ai boudoir (come non ricordare la collezione di Starck ispirata totalmente a questo ambiente francese), ciondoli e ninnoli che solcano le teste come fossero preziose e luccicanti macchine del vento, quelle che l'aria scompiglia creando suoni leggeri e melodiosi che affascinano i bambini.
Euroluce sbarca a Milano ogni due anni e si propone come la dimensione non tanto luminosa quanto illuminata del Salone del Mobile. Sarà che l'atmosfera è vagamente surreale e sicuramente molto scenografica, con le luci - brillanti o soffuse che siano - e queste sfere luminose che si offrono un po' altezzose a chi alza lo sguardo. Sarà che in questo momento di crisi l'illuministica, sempre più orientata verso il risparmio energetico, è la perfetta sintesi tra l'utile (non si può vivere al buio) e il dilettevole (perché non dare luce con stile?), ma le idee interessanti si vedono a colpo d'occhio, anche tra i brand non molto noti.
Dalla terra alla luna. Il primo filone di proposte, decisamente nutrito, si concentra su stelle, pianeti, universi reali e paralleli. Le Eco-Logic Light di Castellani&Smith spaziano dalla luna piena (Full moon, lampada da tavolo o da terra) a quella dorata (Gold moon) passando per quella più avant-guarde, con tanto di crateri (Tekno moon). Nell'omaggiare il cosmo in tutte le sue sfaccettature Artemide non è da meno: dalla mente di Ross Lovegrove sono nate Cosmic Leaf e Cosmic Angel. La prima è una foglia digitale che l'archistar definisce «proveniente da un altro mondo» che, montata su una struttura di acciaio cromato, sembra ricoperta di squame; il secondo è il frutto di una continua ricerca sulle forme liquide, un oggetto che sembra vincere l'ardua sfida con la legge di gravità.
Se Foscarini propone un sole (Le Soleil, di Vincente Garcia Jimenez) che evoca, nelle tinte e nella struttura, una geometrizzazione del bocciolo di rosa rossa, Terzani lo richiama alla memoria con G.r.a (Girovaghi, romantici, anelli di luce) di Bruno Rainaldi, una sfera realizzata saldando a mano 400 anelli di metallo, placcati nichel o decorati da un rivestimento in foglia d'oro. A chiudere questa vetrina all'insegna della notte stellata, Virgo di Calligaris.
Non sono solo gli astri i protagonisti delle prossime tendenze in fatto di luce. Al Salone fanno capolino le atmosfere, sensuali e retrò, del vecchio boudoir parigino. La collezione di Gallery-Vetri d'Arte è tutto un fiorire di tessuti damascati, foglie in cristallo, perle. Il vero inno alla provocazione è la lampada (da terra o da tavolo) Pin Up: firmata dal collettivo fiorentino Anatomic Factory riporta alla mente, soprattutto nella stringatura laterale, il bustier. Pizzi neri anche per Antonangeli. Per Ricami, Theo e Silvia Sogni hanno abbinato pizzo valencienne e fibra di vetro ricreando una sorta di bassorilievo molto elegante.
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