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«E' il momento di rivoluzionarie e affascinanti direzioni per il design: non basta più creare oggetti, bisogna inventare situazioni». Venticinque anni, danese, formatasi tra l'accademia di design di Eindhoven e il Royal College of Art di Londra, la "neo-situazionista" Sarah van Gameren è partita disegnando un'installazione con centinaia di fiammiferi: una sorprendente reazione a catena, una spettacolare linea di fuoco. Ha continuato inventandosi Burn Burn Burn, vernice incendiabile che, distribuita su mobili e pareti nei disegni più vari, può essere accesa di fronte a un pubblico e dentro minuti di autentico design performativo. Al Fuorisalone (per la mostra Panta rei alla galleria Nilufar) porta un candelabro tutto fatto di cera che viene consumato progressivamente dalle sue stesse fiamme.
Qual è la relazione tra design e performance?
Strettissima. L'aspetto performativo del design mi interessa molto e credo che oggi sia importante sperimentare in questo senso: creare situazioni, atmosfere "disegnate", e non semplicemente oggetti di design, può essere molto stimolante. Accendendo Burn Burn Burn durante feste di ogni tipo, cerimonie nuziali comprese, ho creato momenti insoliti che le persone non si scorderanno. In questo caso il designer è un performer e fa parte della creazione: Burn Burn Burn infatti non può viaggiare da solo, sarebbe troppo pericoloso e inoltre anche la messa in scena è parte del design.
Cosa si compra allora?
Oltre alla performance, nel caso di Burn Burn Burn si acquista il materiale, poi la scia color fumo che, volendo, resta a ricamare le pareti dopo l'"incendio". Sto pensando di mettere in commercio anche i video delle mie design-performance, per ora sono disponibili on line… Certamente la relazione tra tempo e design che risulta da un esperimento del genere è completamente nuova: in un momento storico in cui tutti gli oggetti durano di meno e l'"usa e getta" imperversa, il design può dire la sua provocatoriamente proprio creando pezzi che non sono destinati a durare, addirittura inventarseli.
Ha iniziato a lavorare con il suo coinquilino, l'artista Rowan Mersh , da poco ha aperto uno studio (Studio Glithero) con il suo compagno, molti dei suoi esperimenti chimici sono avvenuti tra il bagno e la cucina. Che rapporto ha con la casa?
L'ambiente domestico in cui ho vissuto negli ultimi anni ha un ruolo davvero centrale nei miei processi creativi: li alimenta, li rende più originali. Con Rowan e il mio compagno parliamo in continuazione di possibili progetti, il lavoro entra così, senza fastidio né pesantezza, nei gesti del quotidiano, gli stimoli sembrano inesauribili. Credo che da situazioni come queste si possa imparare molto, altro rispetto a quello che ci viene insegnato nelle accademie.
E che rapporto ha con il fuoco?
Le sembrerà strano visti i nostri lavori, ma non è il fuoco che ci interessa particolarmente. Ci interessano, in generale, tutti i materiali capaci di fare il "lavoro per noi", i materiali che sviluppano in modo autonomo, diciamo così, un proprio percorso. Quelli che si trasformano, evolvono facilmente, "vivaci", "in movimento".
www.sarahvangameren.com
www.nilufar.com
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