Al salone del mobile

Ron Arad: «E' l' Italia la casa delle nuove idee»

Per il designer internazionale più stravagante e visionario, Milano è meglio di Londra, New York e Colonia

di Giovanna Mancini

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4.2
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Tags: Ron Arad


«Il design non è come una partita di calcio, tipo Italia contro Francia: non funziona così! In Italia arrivano designer da tutto il mondo, ma questo non significa che il vostro Paese stia perdendo creatività, anzi: è la conferma che l'Italia è la casa per le nuove idee». L'israeliano Ron Arad, uno tra i più stravaganti e visionari designer internazionali, non ha dubbi: dal suo studio di Londra guarda al nostro Paese come a un terreno ancora fertile di innovazione e creatività e ritiene il Salone del Mobile di Milano il principale appuntamento del settore.
È un'occasione per confrontarsi con nuove idee e nuovi stimoli creativi?
Partecipo al Salone da 25 anni e sono sempre stato felice di arrivare con qualcosa di originale e tornare indietro dopo aver messo alla prova il mio stesso lavoro. Ci sono altre fiere interessanti, a Londra, Colonia e New York. Ma per lo più si vedono prodotti che già stati presentati a Milano.
Lei parteciperà al Salone con lavori per Moroso, per Driade...come si riesce a lavorare per tante aziende diverse mantenendo la propria identità?
Le aziende per cui lavoro conoscono i miei prodotti e il mio approccio. Quindi non è un problema mantenere la mia identità perché è proprio questa che vogliono.
Come definirebbe questa sua identità?
Ogni progetto a cui lavoro deve avere qualcosa di veramente nuovo, che non esisteva prima, deve essere brillante e deve sorprendere.
I suoi prodotti hanno avuto spesso un grande successo. Come è possibile fare qualcosa di innovativo,come dice lei, incontrando il gusto del pubblico?
Non mi pongo il problema del gusto delle persone quando lavoro. Faccio del mio meglio e non ho mai avuto problemi: ad alcune persone piacciono i miei prodotti e ad altri no. Io mi concentro su quelli a cui piacciono! Noi non lavoriamo per l'audience, non pensiamo se un oggetto piacerà o meno: se piace a noi siamo contenti e questo basta.
Dove cerca l'ispirazione per i suoi lavori?
Dappertutto: nelle strade, nella vita di ogni giorno, in quello che vedo, che sento o di cui parlo. Molto poi viene dal lavoro stesso, mentre lo si fa. Ma normalmente non mi pongo il problema di cercare l'ispirazione: tutto quello che faccio o vedo può farmi scattare qualcosa, ma non c'è mai una ricerca vera e propria.
Come si possono coniugare funzionalità e bellezza estetica?
Non c'è contraddizione tra le due cose: alcuni oggetti possono essere funzionali e insieme molto belli o sorprendenti. Lavorare sul design in serie è diverso rispetto a lavorare su un'edizione limitata, ma non bisogna decidere se fare una cosa o l'altra: spesso le due cose non si contraddicono, anzi, si aiutano tra loro. Ad esempio, la lampada PizzaKobra che ho disegnato per iGuzzini è un prodotto funzionale eppure al tempo stesso scultoreo.
Eppure alcuni suoi prodotti sembrano quasi opere d'arte, più che oggetti da tenere in casa....
Sì, mi rendo conto che alcune cose non siano pensate per essere vendute in serie. Però hanno sempre un loro ambito in cui le persone possono utilizzarle. E se capita che le usino per esposizione, mi fa comunque piacere.
Lei lavora in tutto il mondo: quale le sembra il Paese o la città più vivace, attualmente, per il design?
Oltre all'Italia, che attira designer da ogni continente, mi sembra che Londra sia un luogo interessante, soprattutto per i giovani studenti che vogliono studiare e crescere.
Cosa la rende così interessante?
Forse il fatto che qui non c'è una grande industria del design come in Italia permette alle persone di concentrarsi di più sulla ricerca di nuove idee. Tuttavia, l'industria resta la cosa più importante. Se in Gran Bretagna vogliono promuovere nuovi designer, occorre prima di tutto promuovere la produzione di design.

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COMMENTI

inviato da: Pasquale
07/05/2008 - h 18,07

Volevo innanzitutto complimentarmi per la sua arte e poi invitarla ad essere presente nella nostra galleria di arte ed artigianato a Roma in via dell'orso 71. I miei piu' cordiali saluti Lino Sorrentino

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