Neppure i grandi gruppi come Lvmh e Richemont azzardano previsioni
Tags: Baume & Mercier, Bulgari, Cartier, Jaeger-LeCoultre, lusso, Lvmh, Montblanc, orologi, Piaget, Richemont, Svizzera, Swatch, Vacheron-Constantin

L'industria dell'orologeria è ancora nel bel mezzo della crisi che sta colpendo il sistema economico mondiale. La riprova è che nel mese di ottobre la Svizzera (si veda l'articolo di prima pagina), il maggiore produttore al mondo di orologi, ha visto crollare le esportazioni verso il resto del mondo del 22,7% rispetto allo stesso mese del 2008, a un valore di 1,302 miliardi di franchi svizzeri. Anche mettendo in conto che il 2008 era stato un anno d'oro per le vendite di orologi, le esportazioni dell'ottobre 2009 sono comunque inferiori del 16,9% rispetto a quelle dell'ottobre 2007, secondo i dati diffusi di recente dalla Federazione dell'industria dell'orologeria.
I titoli quotati in Borsa delle aziende che producono e commercializzano orologi hanno registrato vivaci rialzi negli ultimi mesi, seguendo il recupero generalizzato degli indici. D'altra parte gli investitori guardano con prudenza alle aziende del lusso, nonostante siano convinti che queste saranno le prime a beneficiare della ripresa della congiuntura. Il problema, per adesso, è legato al fatto che non è chiaro quale sarà il quadro economico dei prossimi mesi. Così anche gli analisti finiscono per raccomandare cautela nei confronti del settore dell'orologeria e più in generale del lusso, pur consapevoli che alcuni titoli possano rappresentare buone opportunità di investimento. Del resto non solo gli esperti finanziari, ma gli stessi manager delle aziende non si sbilanciano in previsioni. Al punto che nessuno vuole tracciare nemmeno il quadro delle vendite di Natale, nonostante la festività sia ormai alla porta. Un esempio? Il presidente Johann Rupert di Richemont, gruppo svizzero che controlla prestigiosi marchi come Cartier, Vacheron-Constantin, Piaget, Jaeger-LeCoultre, Montblanc e Baume & Mercier, ha di recente dichiarato che non riesce a stimare come andranno le vendite natalizie, né tanto meno i conti del 2010, visto che sono legati a doppio filo al contesto economico. L'auspicio, come ha di recente esternato Philippe Pascal, responsabile della divisione orologi e gioielli per il gruppo Lvmh, è che torni la voglia di comprare, dopo mesi in cui i consumatori, anche quelli che avrebbero potuto permetterselo, hanno preferito ritardare la data degli acquisti e dei regali. Pascal ha manifestato un certo ottimismo, dicendo che il gruppo francese sta registrando un risveglio degli ordini da parte dei dettaglianti, soprattutto americani. Complice il fatto che sono praticamente a secco di scorte.
Dalla scorsa estate, ad ogni modo, timidi segnali di ripresa ci sono effettivamente stati, soprattutto nella regione Asia-Pacifico. Richemont nel mese di ottobre ha visto salire del l'11% le vendite in Asia. Per altro anche nel primo semestre (chiuso a fine settembre) la società ha beneficiato proprio dell'andamento del giro d'affari nelle regioni asiatiche, dove le vendite hanno registrato un incremento del 6 per cento. Variazione che va a confrontarsi però con i cali del 35% negli Stati Uniti, del 21% in Europa e del 9% in Giappone.
Anche l'italiana Bulgari nel terzo trimestre ha vantato un progresso delle vendite del 16% in Asia e del 53% in Medio Oriente. Tali rialzi, tuttavia, non sono riusciti a compensare l'andamento debole del fatturato in Giappone (-30%), in Europa (-23%) e negli Stati Uniti (-20%), cosicché nel terzo trimestre i ricavi complessivi sono scivolati del 9%, a 233,2 milioni.
Volendo scommettere sul l'orologeria quali titoli vanno acquistati? Credit Suisse ritiene che sia una «buona opportunità» di investimento la svizzera Swatch, forte della sua esposizione geografica e della sua diversificazione nelle diverse categorie di prezzo di orologi. Gli esperti della banca svizzera consigliano di tener d'occhio anche Lvmh, mentre raccomandano cautela su Richemont, che potrebbe risentire del l'andamento sfavorevole dei cambi. Quanto a Bulgari, ritengono che le azioni della casa romana siano «care» rispetto a quelle delle società concorrenti. Sono invece più ottimisti su Richemont gli analisti di Citigroup, apprezzando l'elevata esposizione della società verso i mercati emergenti, oltre che la severa disciplina finanziaria e i fondamentali solidi del gruppo. Insomma, secondo gli esperti di Citi «nel medio periodo i titoli di Richemont risultano attraenti». Gli esperti di Citi raccomandano di acquistare anche le azioni di Lvmh e Swatch.
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