La country manager del gruppo Swatch: «Con la clientela un rapporto solido»
Tags: Swatch

«La ripresa è lenta, ma c'è. Dire che il peggio è passato non è un luogo comune». Laura Burdese, country manager del Gruppo Swatch in Italia, non nega che l'onda della crisi finanziaria ed economica sia lunga, ma sottolinea al tempo stesso gli spiragli che già ci sono, anche per il settore degli orologi. «Molto dipenderà come sempre – dice Burdese – dalle vendite natalizie, che sono un indicatore importante. Ma è probabile che una più marcata ripresa si verifichi nel corso del 2010».
Il Gruppo Swatch è molto diversificato sia dal punto di vista dei marchi, con una gamma che va dal lusso sino ai segmenti a basso prezzo, sia dal punto di vista geografico. Una vantaggio che ha consentito di limitare sin qui la contrazione dei ricavi nel corso di questo difficile 2009. L'Italia poi è, insieme agli altri maggiori paesi europei, uno dei mercati che sta resistendo meglio agli effetti della crisi. Burdese lo conferma: «Nel complesso, il mercato italiano sta tenendo abbastanza bene. In ottobre l'andamento è già migliorato e se novembre e dicembre dovessero confermare questa tendenza, allora potremmo avvicinarci molto al fatturato dell'anno scorso, con un buon utile operativo nonostante tutto». La tenuta ha alcune ragioni di fondo. Intanto, negli anni scorsi l'economia italiana aveva già rallentato e quindi l'onda della crisi ha avuto un minor effetto. Poi, i consumatori italiani hanno una certa abitudine alle situazioni difficili e dunque si lasciano meno, per così dire, intimorire. Infine, quello che in qualche caso viene annoverato tra i punti di debolezza italiani, la distribuzione, in questo quadro è diventato quasi un punto di forza.
«La distribuzione è un antico problema – dice Burdese – . È spesso molto frammentata e tradizionale, è vero. Ma il rapporto con il cliente è solido, personalizzato. E in una fase di crisi economica, come quella che abbiamo vissuto e in parte ancora viviamo, questo fattore può diventare una linea di resistenza». È la stessa opinione espressa recentemente da Arlette-Elsa Emch, responsabile del marchio Swatch e membro del comitato esecutivo del gruppo di Bienne. Tutti questi negozi e tutte queste "boutique" italiane, ha spiegato la Emch, possono avere qualche limite rispetto ad altri canali più ampi, ma sono alla fine un'opportunità di rilievo per mantenere il rapporto con una clientela che è abituata a questa dimensione. Inoltre in Italia, aggiunge Laura Burdese, si vede in queste settimane quello che si può osservare anche su altri mercati importanti, se si va oltre la cortina delle nubi scure della crisi non ancora finita. «I magazzini dei rivenditori registrano nuovamente un abbassamento delle scorte, dopo mesi di blocco o quasi. Ciò significa che si riprende a vendere in modo non secondario e che si andrà quindi verso una ricostituzione delle scorte stesse. C'è di nuovo movimento e questo è appunto uno dei segnali della ripresa».
Dal Sole 24 Ore del 30 novembre 2009
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