La maison presenta la nuova Fondazione Minerva, dove i giovani possono incontrarsi e apprendere le tecniche più antiche

«La nostra filosofia, lo spirito del nostro marchio, sono gli stessi da sempre. Essere credibili, cercare l'eccellenza in tutto ciò che facciamo, compresi gli orologi, che sono gli "ultimi nati" nella famiglia di prodotti Montblanc». Jean Marc Pontrue, executive vice president product strategies & development dello storico marchio del gruppo Richemont, introduce così il progetto più nuovo di Montblanc per gli orologi, un settore in cui la maison è entrata nel 1997. Il progetto si chiama Fondazione Minerva ed è stato una naturale evoluzione dell'ultima acquisizione fatta nell'iper specializzato mondo dell'alta orologeria. L'anno scorso Montblanc ha acquistato una delle più antiche e prestigiose manifatture svizzere, la Minerva, appunto, ed è nata così la collezione Villeret 1858, che ha consentito a Montblanc di entrare a pieno titolo nel ristrettissimo olimpo dell'alta orologeria. «Nella manifattura di Minerva gli orologi vengono ancora realizzati a mano, secondo la tradizione svizzera, con l'ausilio di strumenti dell'epoca – ricorda Jean Marc Pontrue – Gli appassionati lo sanno, il mondo degli amanti e collezionisti di orologi è tra i più preparati dell'intero settore del lusso».
Ma l'obiettivo non è solo "catturare clienti". «Non si tratta di costruire solamente successi commerciali, l'obiettivo è preservare una tradizione che altrimenti andrebbe persa. Per questo abbiamo istituito l'Institut Minerva de Recherche en Haute Horlogerie: un laboratorio di pensiero, dove i giovani possono incontrarsi e scambiare idee, apprendere le tecniche tradizionali e l'esperienza tramandata di generazione in generazione e seguire l'approccio mentale tipico dei maestri artigiani.» A sostenere il progetto dedicato ai giovani è appunto la Fondazione Minerva, interamente finanziata da Montblanc. «Credo sia sbagliato pensare che i giovani non vogliano più fare gli artigiani, in particolare se parliamo di maestri orologiai. In Svizzera poi, c'è ancora un sentimento di orgoglio per la tradizione orologiera, non esiste un altro settore in cui l'eccellenza si concentri in un unico paese – prosegue Pontrue –. Noi vorremmo attrarre talenti da tutto il mondo però, persone in grado di rivoluzionare il mondo dell'orologeria con le loro idee, che avranno a disposizione la manifattura di Minerva, e i mezzi economici, per dare vita ai loro progetti».
I primi risultati si vedranno al prossimo Salon International de la Haute Horlogerie (Sihh), che si terrà a Ginevra dal 18 al 22 gennaio 2010. «Il frutto del lavoro creativo fatto alla manifattura Minerva dai nostri ragazzi si chiamerà, quasi certamente, Metamorphosis, un segnatempo prodotto in soli 25 esemplari che, lo ripeto, non ha fini prettamente commerciali. Siamo nati come marchio di strumenti di scrittura e abbiamo una storia centenaria: nel 2009 Montblanc ha festeggiato gli 85 anni della Meisterstück 149, un'icona della scrittura. Ma abbiamo comunque deciso di crescere anche in altri settori, che per ragioni diversi riteniamo affini al l'eleganza e alla raffinatezza della scrittura – conclude il vicepresidente mondo di Montblanc – Lo abbiamo fatto puntando alle nicchie di eccellenza, non a sfruttare il brand. Se avessimo voluto solo questo, ci sarebbe bastato scegliere con cura dei bravi licenziatari. Invece abbiamo voluto costruirci le competenze interne: vale per la pelletteria, per la gioielleria e naturalmente per l'orologeria, in cui continueremo a investire, perché si tratta di un progetto a medio-lungo termine».
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