I nostri consigli per cenare e brindare al nuovo anno con menu speciali e vista privilegiata sui fuochi d'artificio
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Il fatidico countdown, l'immancabile desiderio da esprimere, tappi che saltano e fiumi di bollicine. E fuochi d'artificio: rito ancestrale che conquista proprio tutti, anche gli snob del 31 dicembre e gli allergici alla folla.
Se dunque siete amanti dello spettacolo pirotecnico, ma meno della ritualità di piazza, e non rinunciate alla cucina d'autore nemmeno l'ultimo dell'anno, la soluzione è una sola: salire ai piani alti, abbandonarsi al piacere di una cena gourmet fuori dagli schemi (e al riparo dai famigerati buffet), e brindare in terrazza, per godersi in tutta tranquillità il cielo illuminato a giorno e uno skyline luccicante come solo nelle cartoline. Ecco i nostri consigli per una notte di San Silvestro "all'altezza", per salutare il 2011 con il brivido della vertigine. Anche a tavola.
Milano - Unico
Il ristorante di Fabio Baldassarre all'ultimo piano del World Join Center è il più alto d'Italia. Certo, Milano non è la Ville Lumière, ma da quassù le luci delle gru e dei grattacieli in costruzione, oltre alla sagoma di San Siro (che è a due passi) danno allo skyline meneghino un certo fascino contemporaneo, in linea con il décor del locale, moderno e minimale, con qualche tocco barocco. Anche a Capodanno lo chef abruzzese non rinuncia a creatività e accostamenti arditi. Tra i piatti del menù (proposto a 200 euro, con ottimi abbinamenti di vino) l'astice arrostito agli agrumi con pesto di pinoli, arance, crescione e basilico rosso e il risotto mantecato al parmigiano con salsicce e ostriche al pepe. E naturalmente le lenticchie: quelle speciali di Castelluccio.
www.unicorestaurant.it
Roma – Imàgo dell'Hotel Hassler
A Milano risponde Roma. Francesco Apreda guarda tutti i colleghi della Capitale dalle grandi finestre dell'Imàgo, all'ultimo piano dell'Hotel Hassler, in cima alle scalinate di piazza di Spagna. La vista (da un ristorante) più bella di Roma, secondo noi. Perché è nel cuore della città, con i tetti a comporre un mosaico unico al mondo, i due campanili di Trinità dei Monti quasi a portata di mano e la vista esclusiva sugli spettacolari giardini di Villa Medici. I piatti di Apreda sono una felice sintesi di tradizioni campane e di suggestioni orientali. Per la cena di San Silvestro (340 euro, vini esclusi) ha pensato ai cannelloni di broccoli e tartufo in guazzetto bianco di arzilla.
www.imagorestaurant.com
Parigi – Le Jules Verne
Proseguiamo sull'onda del romanticismo senza pudore. Ed eccoci a Parigi, nel ristorante più romantico della città più romantica al mondo. Le Jules Verne sulla Tour Eiffel regala uno spettacolo di luci che lascia senza fiato. D'accordo: il contesto è piuttosto turistico e parecchio anacronistico ma c'è la firma di Alain Ducasse sul menù (foie gras e volaille con insalata di verdure croccanti e pane tostato, savarin su composta di prugne confit e mousse alla vaniglia) e soprattutto c'è un ascensore privato che in un minuto porta a oltre 125 metri d'altezza. Come dire: un'occasione unica per non fare la fila sulla Tour Eiffel.
www.lejulesverne-paris.com
Londra - Tom's Kitchen Somerset House
Passiamo la Manica e torniamo sobri. L'indirizzo giusto (a 250 sterline la New Year's Eve dinner) per vedere il Tamigi e il London Eye illuminati a giorno dai fuochi d'artificio è la terrazza del ristorante di Tom Aikens, una stella Michelin. Il contesto è very posh: un brasserie moderna dentro la storica Somerset House, con una particolare attenzione alla scelta delle materie prime, rigorosamente stagionali, locali e biologiche, come nel caso dell'agnello confit, servito con cipolle all'aceto balsamico e purè.
www.tomskitchen.co.uk
Sidney - Quay
Mentre voi festeggiate nella City, nella baia di Sidney, con davanti lo scenario da cartolina dell'Opera House e dell'Harbour Bridge, saranno già ubriachi da ore, di chardonnay e di fuochi d'artificio. Il Quay è il top restaurant della città, al 26mo posto della World's 50 Best Restaurants. Lo chef Peter Gilmore crea "inspired by nature" e in effetti le decorazioni dei piatti sono dei piccoli capolavori eduli. Sia quando gioca con i sapori del mare, sia quando sceglie il gusto della terra, come nel petto di quaglia con fegato grasso su letto di quinoa con noci, castagne e tartufo nero.
www.quay.com.au
Singapore – Jaan par André dello Swissôtel
Una delle viste metropolitane più belle e ipnotiche del mondo, se amate set futuristici e architetture contemporanee, è quella che si gode ai piani altissimi (da evitare i tavoli vicino al vetro se soffrite di vertigini) dello Swissôtel The Stamford di Singapore, seduti ai tavoli dello Jaan di André Chiang. L'ambiente è molto internazionale, la cucina si può definire "french twist", francese nelle basi ma global nell'uso di ingredienti, comprese le erbe e le verdure sconosciute con cui lo che compone l'insalata "signature".
www.swissotel.com
Istanbul – Mikla del Marmara Pera
Se invece preferite skyline evocativi e densi di storia, non c'è posizione migliore del Mikla, sul tetto del Marmara Pera di Istanbul, per godersi la vista su Sultanahmet, Beyoglu e il Corno d'Oro, con i cieli che al tramonto diventano rosso fuoco e incendiano le cupole e i minareti delle moschee. Il ristorante di Mehmet Gürs ha anche un'anima green: lo chef è un'attivista verde e il pescato che arriva sui piatti rispetta i cicli del mare e la sua sostenibilità.
www.miklarestaurant.com
San Paolo – The View Bar
Molto fashion, invece, il capodanno del The View Bar di San Paolo, dove tra bellezze mozzafiato da passerella, la vista – bellissima, per carità – della chilometrica metropoli brasiliana passa decisamente in secondo piano. Per non distrarsi troppo, meglio dedicarsi alla picanha di agnello alla griglia con salsa di Porto e riso con mandorle. Una cucina fusion quanto basta, tra ingredienti locali e echi orientali, secondo i gusti dei paulisti, che anche l'ultimo dell'anno si scoprono gourmet.
www.theviewbar.com.br
New York - Asiate del Mandarin Oriental
Di belvedere turistici, a New York, c'è l'imbarazzo della scelta. Più difficile è trovare un buon ristorante da cui si possa anche apprezzare la verticalità di Manhattan. Alla fine, la soluzione migliore è entrare in un hotel come il Mandarin. All'Asiate, il ristorante fine dining, oltre a una spettacolare Wagyu Beef, c'è una vista su Central Park che non possiamo che definire cinematografica. A proposito: qualora vi venisse in mente di replicare la celebre scena di "When Harry Met Sally" (la location è diversa ma anche qui c'è un ascensore e una terrazza perfetti) assicuratevi che lei (o lui) sia d'accordo. Certe scene, a Capodanno, riescono solo nei film.
www.mandarinoriental.com
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