I programmi per le feste del proprietario del Capri Palace, fra Toscana, bulbi di tulipani e una seconda stella Michelin da celebrare

Tonino Cacace è il proprietario del Capri Palace, uno degli alberghi più lussuosi in uno dei luoghi più esclusivi d'Italia. Il suo vanto è la creazione e la gestione di un team affiatato, che quest'anno gli ha fatto un regalo stupendo: la seconda stella Michelin.
Quando festeggia il Natale?
Il 24 sera, nella casa di campagna in Toscana, un luogo magico, in particolare d'inverno e a Natale. Scegliamo il 24 perché è la tradizione regionale, anche se io sono napoletano e la mia compagna è di origini norvegesi. Anzi, il 25 dicembre è quasi un giorno di magro. Il Natale è un momento di intimità. È il tempo per stare con la famiglia, con i propri cari, con i propri animali domestici: abbiamo un cane.
Come decorate la casa?
Nei giorni precedenti andiamo in giro per mercatini – in Toscana ce ne sono davvero tanti – a cercare addobbi e decorazioni per costruire l'atmosfera. La preparazione alla festa per noi è un momento piacevolissimo: si appronta la casa, si mettono le lucine sugli alberi del giardino, si sistemano le candele dappertutto e nel candelabro sul tavolo della cucina. La nostra è di quelle cucine di una volta, il luogo di vita e incontro della famiglia. C'è il focolare che è camino per scaldare e fuoco per cucinare; ci sono le travi in legno dei soffitti alle quali appendiamo trecce di cipolle, aglio e peperoncino, mazzi di aromi, vischio e altre piante, e su questo tetto arboreo aggiungiamo le luci che creano un'atmosfera di calore. Amo questa casa, perché è com'era duecento anni fa. La sua assoluta semplicità, la stessa che si ripete da sempre, dà un feeling speciale.
Quanti siete a tavola?
Tre, il numero perfetto.
Il menù di Natale?
In genere, di primo ci sono i tortellini fatti a mano che mi regalano i miei amici bolognesi, poi delle volte c'è il bollito. Altre volte la signora toscana che cucina per noi fa le ricette che ha imparato da Salvatore Elefante, lo chef del Riccio, il beach club del Capri Palace. Superata la diffidenza del primo momento, la signora ha accettato l'"intruso" e, anzi, ora anche lei apprezza la cucina campana. Così adesso, abbiamo pasta e friarielli anche in Toscana. In generale, la cena di Natale è piuttosto leggera, senza intingoli. Per l'aperitivo invece, l'orientamento è più nordico: salmone e burro.
Come passate il dopo cena?
Niente di particolare. Iniziamo a mangiare tardi, quindi non resta tanto tempo. Ci sediamo davanti al camino, apriamo i regali, ascoltiamo la musica, accendiamo la tv. È un momento di grande intimità ed è sempre stato così. Semplice, ma con le persone più care.
Cosa non manca mai a casa Cacace a Natale?
Le candele e la musica. La musica è un'altra mi passione: passo ore e ore a creare compilation e mixaggi. A Capri ho quasi uno studio di registrazione dove trascorro le lunghe serate invernali. Ormai anche il mio cane è musicofilo: sta lì accanto a me e ascolta. Normalmente compongo cd per la spa del Capri Palace, per il beach club, per il ristorante – chissà, magari ha contribuito anche questo a procurare la seconda stella Michelin quest'anno - e per il Natale. Prendo molto dal repertorio americano; negli Stati Uniti hanno una grande tradizione di canti natalizi e interpretazioni, da Col Porter a Dean Martin.
Albero vero o finto? Dentro o fuori casa?
Albero vero, dentro casa, ogni anno con addobbi diversi, una volta con palle rosse e collane di perle, un'altra volta di tutti i colori. Dopo le feste lo portiamo fuori e lo trapiantiamo in un vaso più grande. Poi, l'anno successivo, lo riusiamo. Da piccolo invece preferivo il presepe: a Napoli non si può non farlo. Consiglio a tutti di andare a fare un giro a San Gregorio Armeno, dove gli artigiani fanno le statuine: è uno spettacolo. Sono davvero abilissimi, ingegnosi e spiritosi, specialmente quando si tratta di creare il "pastore dell'anno" che rappresenta e sintetizza il momento che viviamo.
Chi sarà il pastore quast'anno?
Non credo che faranno Mario Monti! Ma quelli sono talmente svelti che riescono sempre a sorprendere tutti. Napoli ha un'energia speciale e San Gregorio è un posto speciale.
Cosa vi regalate?
Il regalo deve essere una sorpresa, anche se si intuiscono le preferenze. A me piacciono musica, libri, biciclette. Spesso regalo oggetti creati nel laboratorio artigiano del Capri Palace. Sono oggetti di grande pregio, e il laboratorio stesso sta diventando un'attrazione a Capri, perché si ritrovano cose fatte come una volta, i famosi sandali per esempio. È vero che i sandali li fanno tutti, ma c'è modo e modo di lavorare; il pregio delle cose artigianali, comunque, è che sono sempre uniche.
Per non rovinare la sorpresa, ci dice cosa ha regalato alla sua compagna l'anno scorso?
Una collier con le calle: è un oggetto di alta gioielleria, che rimarrà nel tempo. Bellissimo.
La seconda stella Michelin l'ha già ricevuta. Cos'altro vorrebbe trovare sotto l'albero?
Mi accontento di quella. È stata una tale gioia per il mio team che anche io sono contentissimo. L'anno scorso l'executive chef se n'è andato e questo poteva essere un danno per il nostro ristorante e per la stella già conquistata. Invece, senza sostituire Glowig, i ragazzi guidati da Andrea Migliaccio, che ha 30 anni, talento e una grande passione, si sono rimboccati le maniche e hanno addirittura ottenuto la seconda. È il risultato di un lavoro di squadra. È proprio il team che funziona bene, tant'è che anche il ristorante di Zermatt a cui diamo consulenza ha ottenuto la sua prima stella quest'anno. Onorificenze a parte, quello che mi hanno scritto i miei ragazzi, il modo in cui si sono emozionati, l'intesa famigliare che c'è tra noi va tutto ben al di là del rapporto tra proprietario e dipendenti. Non ci può essere regalo più bello.
Vacanze di Natale: dove?
Non è obbligatorio partire. Vivo tutto l'anno a ritmo sostenuto, quindi a Natale mi rifugio in Toscana, dove mi dedico agli animali e alla vita dei campi. Quest'anno per esempio pianto i tulipani che ho comprato ad Amsterdam, curo le mie galline, che ho visto nascere, seguo altri ritmi e altri stili di vita. Da questo punto di vista, la Toscana con la sua grande civiltà è il posto migliore.
Natale è l'occasione per fare un regalo a chi ne ha bisogno. A chi quest'anno?
A Napoli, il professor Leone ha creato una casa per i senza tetto, la Fondazione Leone appunto, dove oltre a un letto e due pasti al giorno si offrono assistenza medica e laboratori per insegnare un mestiere. Ci vogliono sforzi immani per mantenere questo albergo per poveri, e noi vi contribuiamo.
Un augurio per il 2012?
Ci dovremmo ridimensionare un po' tutti, e capire che nel nostro Paese, adesso, è prioritario rimettere al centro il rispetto dei nostri valori.
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