Gli indirizzi del gusto da non perdere nella città che mescola atmosfere antiche e sperimentazioni contemporanee
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Di una città che dedica un mercato e vari altri spazi urbani, tra cui una sala congressi, a uno dei mostri sacri della Nouvelle Cuisine, si intuisce senza sforzi come il cibo e la buona tavola siano una questione molto seria. Tanto più che lo chef in questione, Monsieur Paul Bocuse, è – fortuna nostra, ma soprattutto sua – ancora vivo. Un onore mica da tutti. Ma nella "capitale gastronomica della Francia" succede anche questo.
Le etichette, però, celano spesso il rischio di restare immobili a tirare a lucido le glorie del passato. Non è il caso di Lione.
La sua liaison con la contemporaneità e con gli archistar è cosa nota. A cominciare dalla Cité Internationale, il progetto di Renzo Piano. Al suo interno, oltre all'auditorium, a una multisala e a diversi ristoranti da evitare con cura, c'è anche l'hotel Hilton Lyon, prima tappa del nostro itinerario e ottima base di partenza per un weekend nel capoluogo del Rodano. Per diverse ragioni: la zona è quasi preclusa – salvo un innocuo e comodo tram – al traffico, di fianco avete il bellissimo Museo d'Arte Contemporanea, di fronte il parco de la Tête d'Or, con il suo roseto, i suoi colori cangianti e papere talmente cordiali da fare invidia a Central Park.
Dall'Hilton si va in direzione di Les Halles Paul Bocuse, il mercato coperto di cui sopra, dedicato allo chef in occasione della ristrutturazione del 2006. Qui potrete consumare a uno dei tanti banchi un déjeuner a base di ostriche freschissime oppure fare una spesa a base di sogliole, andouillette e formaggi. Per i migliori Camembert, Beaufort e Comté cercate il banco di Mons, che si autocelebra "Meilleur Ouvrier de France".
A proposito di Paul Bocuse: si può avere un assaggio della sua idea di cucina senza dover raggiungere il suo quartier generale 3 stelle Michelin a Collonges au Mont d'Or. Si sta molto bene – e si spende un decimo - anche in una delle sue quattro brasserie, disseminate nella città secondo i punti cardinali: L'Est si trova proprio dentro la storica Gare des Brotteaux.
Proprio di fronte alla vecchia stazione ferroviaria un'alternativa altrettanto valida nella sua classicità è Le Splendid, uno dei molti locali di un'altra icona dell'haute cuisine francese, Georges Blanc. Atmosfera da Belle Époque, un poulet de Bresse e delle cuisses de grenouilles da primato.
Ma non di sole rane vive la ristorazione lyonnaise. Tutt'altro. Fate un salto a Le 126 di Mathieu Rostaing Tayard, da due anni emblema cittadino del fenomeno "bistronomia". Non più di 25 coperti, una piccola ma originale carta dei vini, piatti che puntano dritta alla modernità, con idee e fantasia, grande sapienza (il ragazzo è stato "in tour" tra i più grandi chef francesi) nell'uso di erbe e verdure, prezzi ridicoli per tanta qualità. Il menù degustazione sulla lavagnetta - tre portate a 32 euro, quattro a 37 – cambia ogni giorno. Se sarete fortunati: gamberi con succo di sedano, litchis e radici, il "quasi" di vitello con datteri, mandarini e pinoli, la pomme rôtie con finocchio secco, tè matcha, vaniglia e rosmarino.
Spostiamoci ora nel cuore della città, all'ultimo piano dell'Opéra Nouvel, dal nome del celebre architetto che la ridisegnò nel 1993. A Les Muses de L'Opéra la cucina non è sempre a fuoco – meglio i piatti di mare che di terra, stranamente - ma da nessun altro ristorante si può godere di una vista così romantica. L'indirizzo è ottimo per un pranzo veloce prima di continuare il pomeriggio di shopping su Rue du Président Édouard Herriot o su Rue de la Republique.
Due alternative per l'ora dell'aperitivo: se volete assaporare l'anima borghese della città il Café Bellecour – con la sua (autentica) aria da vecchio bistrot - è quello che fa per voi. I tavoli fuori regalano uno scorcio perfetto dell'imponente piazza e sullo specchio c'è una bella lista di mescite. Se invece volete vivere il quartiere più frizzante e anticonvenzionale, con i suoi vertiginosi saliscendi, ecco il ModernArt Café, in cima alla collina su Boulevard De la Croix Rousse: caffè ma anche galleria d'arte: pubblico giovane di creativi e artisti, dress code da copertina de Les Inrockuptibles.
Finita la serata, un altro consiglio per passare la notte con stile. Il tema del Collège Hotel è la scuola. Ma non pensate a un serioso istituto di formazione, casomai a un ambiente un po' dissacrante, quello di Zéro de conduite di Jean Vigo, per capirci. A colazione sembra di stare in una mensa d'epoca, ci sono bellissime e antiche librerie un po' ovunque, e armadietti invece che armadi nelle camere. Infine, una meravigliosa terrazza con vista sui palazzi della Vieux Lyon.
Hilton Lyon, 70 Quai Charles De Gaulle, www1.hilton.com
Les Halles Paul Bocuse,102 Cours Lafayette
L'Est, 14 Place Jules Ferry, www.brasseries-bocuse.com
Le Splendid, 3 Place Jules Ferry, www.georgesblanc.com
Le 126, 126 Rue de Sèze
Les Muses de L'Opéra, 1 Place de la Comédie, www.lesmusesdelopera.com
Café Bellecour, 33 Place Bellecour
ModernArt Café, 65 Boulevard de la Croix-Rousse, www.modernartcafe.net
Collège Hotel, 5 Place Saint-Paul, www.college-hotel.com
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