L'attrice a Roma per presentare il nuovo film "The Green Hornet" di Michel Gondry
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«Il mio stile è semplice, classico, e tende pericolosamente alla simmetria: se metto due braccialetti a sinistra devo metterne due anche destra, e se porto un anello solo, a meno che non sia di fidanzamento, perdo l'equilibrio». Cameron Diaz è una comedienne nata e il primo oggetto delle sue battute è se stessa. Arrivata a Roma per presentare il suo ultimo film, l'action comedy The Green Hornet, si racconta con leggerezza ed entusiasmo, a cominciare dalla sua passione per l'Italia. «Amo Roma, dove ho girato Gangs of New York, e ci torno sempre volentieri. Non c'è niente che non mi piaccia di questo paese, anche se la moda e il cibo sono in cima alla lista: ucciderei per un risotto agli scampi o una carbonara fatta come si deve».
E gli uomini?
Non ho mai avuto un fidanzato italiano, ma non pongo limiti alla provvidenza, anche se in generale credo che gli uomini siano dei grandi insicuri. Per questo amano la fantasia del supereroe come The Green Hornet: hanno bisogno di inventarsi i superpoteri per affrontare la realtà.
Che tipo è Cameron Diaz?
Un'istintiva e una passionale. Niente nella mia vita e nella mia carriera è stato pianificato. Faccio le mie scelte di pancia, senza strategie. E me ne frego di quello che ne pensano gli altri. Se uno dovesse dare retta all'opinione altrui smetterebbe di vivere. E tutto si può dire fuorché io sia un tipo poco vitale.
Come è entrata nel mondo testosteronico di The Green Hornet, creato dal regista Michel Gondry e dall'attore-sceneggiatore Seth Rogen?
Michel ha una visione molto chiara di dove vuole arrivare ma gli piace anche che noi attori improvvisiamo e dunque ho potuto aggiungere molto al mio personaggio, compresa una scena in cui prendo a ceffoni i due coprotagonisti della storia (l'altro è il cinese Jay Chou che ha il ruolo di Kato, reso famoso nella serie televisiva The Green Hornet da Bruce Lee, ndr) e lo scambio di battute in cui Seth mi dice che sono troppo vecchia per fare il mio mestiere.
Non è uno scambio un po' offensivo, per un'attrice?
Ma va, ci siamo divertiti tutti a recitarlo! Io me ne frego del tempo che passa, ho 38 anni e ne vado fiera. Qualche volta mi aumento addirittura l'età, per poi sentirmi dire: caspita come te li porti bene! Tra l'altro le battute di Seth, più che far passare me da vecchia, servono a far passare lui da stupido. In generale il mio personaggio nel film si difende da uomini con un ego molto fragile che non fanno altro che assalirla verbalmente e fisicamente, ma alla fine è lei che la spunta, e alla fine si rivela la mente del gruppo.
E' la seconda volta che recita accanto ad un supereroe, per giunta verde. Quanta acqua è passata sotto i ponti da The Mask a The Green Hornet?
Diciamo pure che è la seconda volta che recito accanto a due idioti totali: non Jim Carrey e Seth Rogen, intendo i loro personaggi. (Pausa) Anche se pure Jim e Seth… (Ride) Meno male che in mezzo ci sono stati un sacco di ruoli diversi con partner di ogni tipo, uomini e donne"
A proposito, lei ha dichiarato che le piacciono entrambi…
Veramente ho detto che posso essere attratta sessualmente anche dalle donne, ma che non me ne sono mai innamorata. Degli uomini invece…
Si ritiene una donna fortunata?
Come attrice sì, faccio il mestiere che sognavo di fare e non smetto di pensare che sia un privilegio, ho avuto una carriera variegata che spero non finisca qui. Per quanto riguarda gli uomini ho tanti bei ricordi e sono in buoni termini con tutti i miei ex (compreso Justin Timberlake, con cui ha appena recitato in un nuovo film, ndr), ma come dicevo al momento preferisco mantenermi single.
Chi sono i supereroi di oggi?
Quelli che usano il loro potere e la loro ricchezza per aiutare gli altri e fare beneficenza, come Bill Gates, Bono o Bill Clinton. Ma anche i milioni di altri sconosciuti che fanno del bene senza che noi lo veniamo a sapere.
Che cosa pensa dello star system hollywoodiano?
Hollywood si occupa di business, non certo di beneficenza, e dunque fa i film che la gente vuole andare a vedere. Ma riesce anche a influenzare il pubblico, a fargli vedere le cose in modo diverso e qualche volta a fargli sviluppare una coscienza critica. Può aiutare gli spettattori a capire chi sono, e qualche volta a dimenticare chi sono, quando ne hanno bisogno.
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