La nostra selezione di bottiglie che segnano la rivalsa del brindisi made in Italy

Il Natale e il Capodanno 2008 sono l'occasione giusta per dare alle bollicine made in Italy la vetrina che meritano. Produttori e consorzi confermano il segno più nelle vendite. Cresce la richiesta del mercato estero. La recessione mondiale consente ai prodotti nostrani – competitivi anche nel prezzo - di ritagliarsi una collocazione ancor più strategica nel mercato. Tutto vero. Ma la recente decisione di allargare significativamente la zona di produzione dello Champagne ci fa pensare che il mercato d'Oltralpe sia tutt'altro che saturo, come molti dicono. Noi, mentre dichiariamo la nostra assoluta dipendenza dalla qualità delle bollicine francesi, fieri sostenitori della vocazione unica del loro terroir, vogliamo fare alcune precisazioni. E' vero che non tutti gli Champagne – soprattutto nella grande distribuzione – meritano l'assaggio, per usare un eufemismo. E' vero, viceversa, che sono in pochi ad avere le carte in regola per insidiare il primato francese. Ed è vero che alcuni dei grandi nomi italiani possono finalmente competere senza timori reverenziali con le grandi maison.
Volete brindare tutto italiano durante le prossime festività? Siamo qui per dirvi come farlo al meglio. In Franciacorta, in Trentino, in Piemonte, nelle Marche.
Iniziamo con un Franciacorta atipico: il Berlucchi Extrême Franciacorta. E' quasi un pas dosé, con pochissima liqueur d'expedition. Che tradotto vuol dire bellissima ed equilibrata acidità al palato, accompagnata da piacevoli profumi floreali. Per chi non ama troppi zuccheri nelle bollicine. Se invece volete rimanere sulla classicità, la scelta deve ricadere quasi per forza sul Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi 2001 di Ca' del Bosco. L'azienda di Maurizio Zanella non ha bisogno di presentazioni e nemmeno il suo prodotto di punta che nella versione 2001 raggiunge i massimi livelli. Freschezza e ricchezza di frutto in un perfetto equilibrio. Infine, per concludere il nostro giro nella provincia bresciana, scegliamo il Gran Cuvée Brut 2004 di Bellavista. Millesimato prodotto con chardonnay e pinot nero. Un Franciacorta di grande personalità, suadente, profondo e avvolgente.
Il Trentino è l'altra grande zona d'eccellenza italiana, sotto il marchio Trento Doc. Ferrari la sua icona. Questa bottiglia il loro capolavoro: Trento Giulio Ferrari Riserva del Fondatore '99. Da uve chardonnay poste a 600 metri d'altezza, dieci anni di maturazione prima della sboccatura. Perlage fine, profumi complessi. Possente, austero ed elegante come pochi.
Ai vertici regionali un posto di diritto lo conquista anche il Methius Brut Riserva 2002 Dorigati, tutto giocato sulla profondità e sull'armonia, dai bellissimi profumi di frutta matura e dal palato di persistente mineralità.
E il Piemonte dei grandi rossi? Risponde con lo Spumante Metodo Classico Brut Riserva Giuseppe Contratto 2004. Cuvée di pinot nero e chardonnay che nel millesimo 2004 si esprime con eleganza e freschezza. C'è anche il Bruno Giacosa Extra Brut '04, nome celebre per i grandi Barolo e Barbaresco che non delude nemmeno in questo spumante da pinot nero in purezza, riuscita sintesi di struttura e finezza.
Chiudiamo con un outsider (per modo di dire, vista la qualità che da molti anni contraddistingue quest'azienda di Ascoli Piceno) che ci convince parecchio: The Rose Brut Rosé 2005 di Velenosi. Un rosé metodo classico dagli incisivi profumi di frutti di bosco. Accattivante e grintoso.
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