
Natale a casa Esposito. Una grande festa napoletana che va in scena ogni anno, a Vico Equense, presso un'antica torre di avvistamento saracena che ospita il ristorante (due stelle Michelin e numero uno d'Italia per il Gambero Rosso) di uno chef e maestro di cerimonie speciale: Gennaro Esposito. Per lui, quest'anno, ci sono parecchi successi professionali da festeggiare e c'è la stessa voglia di non sottrarsi a un rito che va avanti dall'anno di apertura. Una parentesi dedicata alla memoria e ai ricordi che gli consente di allontanarsi un po' dai piatti che negli ultimi anni hanno reso famosa La Torre del Saracino, come la minestra mista di pasta di Gragnano con crostacei e pesci di scoglio. «Dal 1992 abbiamo sempre voluto tenere aperto il ristorante anche a Natale, il che voleva dire proporre una cucina della festa che non avrebbe senso proporre nel resto dell'anno».
Le candele, il pollo ripieno, il brodo di gallina con la cicoria. Sapori di pranzi in famiglia, piatti della memoria, ricette casalinghe realizzate, però, in un grande ristorante e dalle mani di uno chef come Gennaro. Quel che si chiama valore aggiunto. Il resto lo fanno materie prime rigorosamente d'eccellenza e una liturgica attenzione alla tradizione. «Voglio preparare piatti veri, autentici, sintesi e quintessenza della festa, con prodotti del territorio e il coinvolgimento dei migliori artigiani. Chi viene da me ha voglia di festeggiare e io l'accontento».
Ecco dunque il menù: minestra marinata, timballo di candele in piedi col ragù napoletano («il mio piatto speciale del Natale», confessa Gennaro), brodo benedetto (che si chiama benedetto mica per caso: brodo di gallina, polpettine di vitello e uovo battuto al parmigiano). Sulla scelta del vino - sotto la torre riposano vecchie annate campane e grandissime etichette francesi - si rimane nel territorio, anche se qualche chilometro più a Sud, sulle colline salernitane. «Stapperei sicuramente un Montevetrano. 2001, per l'esattezza». E per finire zeppole e struffoli, ma fatti al momento. La tradizione anche sui dolci, ovviamente, per uno chef che è cresciuto tra i profumi della storica pasticceria dello zio, a Vico Equense. «Tornavo sempre a casa con le mani che profumavano di mandarino verde – ricorda Gennaro - e quand'eravamo vicini al Natale portavo i dolci della festa, che scandivano il tempo di quelle giornate e di quei pomeriggi dopo la scuola».
Dolci che non mancano mai nemmeno oggi, perché per Gennaro il Natale è sempre e comunque in famiglia e con gli amici più intimi. Salvo quando - vogliamo scommettere - vorrà ritagliarsi un attimo per lui e solo per lui dentro la torre, nella sala relax, con un impianto stereo che ogni appassionato di musica vorrebbe avere, costruito interamente da un maestro artigiano veneto. Dove manca solo un ultimo tassello. «Sarà il regalo che mi concederò per questo Natale. Un giradischi di ultima generazione. Massimo della tecnologia, ma realizzato a mano». Perché il vinile è il vinile, e Gennaro vanta una collezione impressionante. Quale sarà la prima scelta per inaugurarlo? «Led Zeppelin II». Uno chef rock come nessuno.
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