Con il fidanzato, l'olimpionico Alex Schwazer, la campionessa di pattinaggio parla del loro Natale. Rigorosamente in famiglia

È il loro primo Natale insieme, lontano dagli occhi affamati di gossip dei giornali, vicini al cuore della loro terra.
Alex Schwazer e Carolina Kostner torneranno in Alto Adige dopo un anno di successi e trasferte: nella casa di lui, che compirà 24 anni il giorno di Santo Stefano, brilla la medaglia d'oro conquistata ai Giochi di Pechino nella gara della 50 chilometri di marcia; lei, 21 anni, è campionessa europea e vicecampionessa mondiale in carica di pattinaggio.
Una coppia speciale. Allenamenti a Saluzzo per lui, a Oberstdorf, in Germania, per lei. Gare e medaglie in tutto il mondo. Ma il modello Federica Pellegrini-Luca Marin nuota altrove. Loro si nascondono, come fece Schwazer a Pechino, quando ai ficcanaso che gli chiedevano chi fosse quella «bella ragazza» che gli aveva regalato il braccialetto baciato sul traguardo olimpico, rispose con un folgorante «Io non chiedo di vostra moglie». I due minimizzano: 10mila chilometri divorati in un anno di allenamenti con un cuore che batte solo 29 volte ogni minuto o migliaia di ore di trottole e salti avvitano i piedi a terra, e non ti muovi più, neanche se, come è successo a Carolina, ti cerca Victoria Beckham per diventare istruttrice dei figli a mille euro all'ora o se più di 10mila bambine giocano con bambole dai tratti della pattinatrice. Nulla ti sposta, tutto è così semplice che anche Natale è una festa semplicemente per stare con le persone care.
Che cosa significa Natale per lei?
Kostner: La mia è una famiglia di sportivi: mio padre, che ha giocato nella Nazionale italiana di hockey, ora la allena; mio fratello gioca nella Nazionale junior sempre di hockey e io mi alleno in Germania. Da novembre a marzo siamo tutti e tre in giro per il mondo tra una gara e l'altra, quindi per noi il Natale è il momento più bello dell'anno perché ci ritroviamo ad Ortisei a festeggiare con i nonni e con i biscotti alla cannella fatti dalla mamma.
Schwazer: Natale significa famiglia. Per tradizione ci ritroviamo tutti insieme la sera del 24 a Calice, dove vivono i miei genitori. Siamo più di venti persone, gustiamo la cucina di mia madre e i dolci della nonna, ci raccontiamo la nostra vita, e poi andiamo sempre alla messa di mezzanotte.
Qual è il regalo più bello che ha ricevuto a Natale?
Kostner: Non ce n'è uno più bello, tutti i regali fatti con il cuore, anche le semplici letterine o disegni che arrivano dai bambini per me sono speciali.
Schwazer: Ho tanti ricordi emozionanti legati alle notti del Natale e ai regali che trovavo sotto l'albero, ma a cinque anni mi donarono un trattore rosso tutto per me. Era fantastico, io pedalavo, pedalavo su e giù per salite e discese, e mi sembrava di essere il signore delle montagne.
Qual è il regalo più bello che ha fatto a Natale e a chi?
Kostner: Non so se sia il più bello, ma, secondo me, è il più originale. Qualche anno fa alla persona a cui sono più legata della mia famiglia, mio padre, ho comprato una cravatta e l'ho dipinta per cercare di trasmettergli con un disegno tutto il mio affetto: credo di esserci riuscita!
Schwazer: Non ho molta fantasia, faccio un po' sempre gli stessi regali: per esempio, qualcosa di utile per la casa alla mamma, che però mi ha sempre insegnato che il regalo più bello è comportarsi bene ogni giorno. Il problema vero per me è che vado a cercare i regali sempre all'ultimo momento, così devo fare tutto in fretta e magari non mi vengono idee brillanti. Un'unica eccezione: Carolina. Ma ovviamente non dirò nulla neppure sotto tortura!
Che cosa augura a chi trascorrerà un Natale poco felice, alle persone in difficoltà, a quelle che soffrono?
Kostner: Auguro loro di resistere alle difficoltà della vita e di non smettere mai di provare a rialzarsi, anche dalla peggior caduta.
Schwazer: I giorni delle feste natalizie sono per me un momento di grande riflessione, di tanta amarezza: è il mondo a testa in giù, c'è chi sperpera denaro, e chi non ha neppure un pezzo di pane, per questo nella mia famiglia la festa è sempre moderata, nel rispetto di chi soffre. Se tutti cercassimo di accontentarci, forse queste grandi differenze si appianerebbero un po'.
Sogniamo: se fosse libero da gare-allenamenti, che Natale eccentrico vorrebbe vivere e dove?
Kostner: Vorrei portare la mia famiglia, compresi la nonna, mia cugina Isolde e Alex, in mongolfiera e volare sopra le montagne dell'Alto Adige facendo delle soste ogni tanto nelle baite.
Schwazer: Natale è neve, è freddo delle montagne e calore di casa, non mi piace per nulla l'idea di una spiaggia, del mare. Questo è il Natale che amo.
E poi, Natale o Santo Stefano che sia, il marciatore ha già deciso di allenarsi comunque anche nei giorni della festa, magari lungo la passeggiata che dagli impianti di Vipiteno arriva ai prati di Vizze e che, dopo l'oro di Pechino, ha preso il suo nome.
Lui e Carolina, felici, lontani dagli occhi della gente. Così la pensa Alex Schwazer che, sul traguardo olimpico, grondante di sudore e felicità, disse: «La cosa più importante è la felicità».
Poi, nel 2009, verranno i Mondiali di atletica di Berlino per Alex e gli Europei di Helsinki e i Mondiali di Los Angeles per Carolina, ma la felicità ora non può attendere.
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