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yachtFidelis manda in pensione i gloriosi 56 metri PeriniAcquistato da un misterioso armatore americano l'ultimo modello uscito dai cantieri di Viareggio di Irene Saderini |
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Fidelis è un nome quantomeno particolare. La Virgo Fidelis, ad esempio, è la protettrice dei carabinieri. Da qualche giorno è anche il nome dell'ultimo ketch di 56 metri varato a Viareggio nei cantieri Perini. Solo poche settimane fa era ancora tutto incelofanato, e come per magia da poche ore l'ennesima nave Perini cambia bandiera e lascia gli ormeggi. L'armatore è americano, uno dei soliti ignoti rintracciabili tra i primi 50 personaggi di Forbes, milionari in dollari, a capo di quelle fondazioni che si occupano non solo di beneficienza, ma anche di promuovere la democrazia in ogni parte del mondo. Tutto quello che si può dire di lui è che abbia apprezzato particolarmente il menu tricolore preparato in occasione del varo.
Il primo 56 metri della serie fu il Burrasca, varato nel 2003 per un banchiere russo che aveva casa a Forte dei Marmi. Per Perini questo è un varo importante perchè Fidelis è il 10º yacht della serie da 56 metri, che con questa barca va in pensione visto che la nuova serie sia sloop che ketch, sarà di 60 metri, pur continuando ad essere costruita in Turchia dove vengono allestiti gli scafi e a Viareggio, dove si terminano gli interni e si costruiscono gli alberi.
Delle linee che dire? Come tutti i suoi predecessori è inconfondibilmente un Perini, lo si può distinguere a miglia di distanza.
Il progettista olandese Ron Holland, ha voluto che la sovrastruttura fosse in alluminio con un dislocamento ottimizzato a 545 tonnellate.
Il piano velico, realizzato dalla Divisione Alberi Perini Navi, è concepito con due alberi ed è in grado di sviluppare una superficie velica totale di circa 1.500 metri quadrati. Gli alberi di maestra e di mezzana in alluminio quasi 50 metri il primo e circa 50 il secondo, mentre i boma con gli avvolgitori interni per le vele sono realizzati in carbonio.
Dire che gli spazi sono ampi parlando di un 56 metri sembra una barzelletta, eppure oggi navigano anche navi particolarmente sacrificate in coperta. Fidelis ha un doppio pozzetto, a poppa e a prua, che consente agli ospiti di godere la navigazione all'aperto. Il pozzetto di prua si sviluppa intorno all'albero di maestra e accoglie ben 2 divani a L, serviti da 2 tavolini rimovibili. Il pozzetto di poppa è composto da una zona pranzo riparata con tavolo per 12 e una zona living sempre con divani, poltrone e angolo caffè, un bagno di servizio e una scala esterna semicircolare, protetta da una lastra di cristallo, per l'accesso al fly bridge. Il fly, rivisitato rispetto ai 56 precedenti, è composto da un'ampia zona prendisole poppiera in cui sono state poste due inedite sedute panoramiche centrali, da una zona pranzo e dalla plancia di comando per la navigazione a vela e a motore.
Gli interni di Fidelis, totalmente progettati dagli Interior Designers Perini Navi, abbinano linee semplici e pulite con materiali nobili come noce tinto, wengè, pergamena, acero, teak, marmo e pelle. Il salone principale è in buona sostanza un open-space, diviso in 2 grandi zone principali da un inedito blocco centrale che accoglie sia la scala in acciaio e wengè che conduce al ponte inferiore sia le ante scorrevoli di cristallo, che suddividono perfettamente la zona living da quella pranzo.
Nel frattempo a Spezia si sta completando il secondo motoryacht della serie Vitruvius con marchio Picchiotti e ad Istanbul è in allestimento un 73 metri.
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