Supercar

Huayra, l'auto alata
che sfida l'aria

I segreti della nuova creazione-gioiello di Horacio Pagani, bolide da oltre 700 cavalli

di Irene Saderini

Rating:
4.8
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Tags: Pagani, lusso, carbonio, titanio, Porsche, pelle



Dalle supercar stradali alle crossover, le macchine del 2011 somigliano sempre di più a belve feroci o uccelli rapaci. Fari a led che si trasformano in occhi maligni, prese d'aria, spoiler, perfino sfoghi sui parafanghi delle cosiddette familiari stanno omologando il look "cattivo" delle auto moderne. La Pagani Huayra è diversa. Le sue linee aggraziate e inarrivabilmente morbide fanno pensare al corpo femminile. Le emozioni che può dare la Huayra, a patto di riuscire a pronunciarne il nome, prima ancora di accendere il motore, sono simili a quelle che darebbe una donna bellissima prima di proferire verbo. Pagani non ha una bacheca di titoli conquistati sulle piste di mezzo mondo, non conta sulla fama del marchio.

Chi non è un vero appassionato la Casa di San Cesario non la conosce nemmeno. La Zonda prima e la Huayra oggi, devono dimostrare il loro valore intrinseco con la consapevolezza di essere un bene di lusso così stravagante da togliere il fiato. Questa è l'opera di un uomo, Horacio Pagani, membro superstite di quelli che danno il proprio nome alla loro azienda. Ha iniziato a lavorarci cinque anni fa producendo centinaia di disegni, otto modelli in scala e due a grandezza naturale. Ispirato dalle leggende degli Aymara e del dio del vento, Huayra Tata, che comanda gli uragani e le brezze della cordigliera Andina. Ispirato, in sostanza, dall'elemento Aria, delicato ed etereo e capace di erodere i materiali più resistenti. La neonata Pagani è così, un'interpretazione senza tempo.

Un esempio su tutti: i quadranti della strumentazione. Sarebbero potuti essere realizzati da un fornitore di componenti valido a un prezzo ragionevole e invece sono stati affidati alle mani e alle intuizioni degli orologiai svizzeri. Il telaio è realizzato nell'esclusivo intreccio di fili di carbonio con fili di titanio, così a parità di peso il carbotitanio è più resistente del carbonio semplice e i riflessi della luce sono più seducenti.
Sotto il coperchio degli intercooler troneggia l' M158. È la sigla del motore Mercedes AMG, un codice riservato alla Pagani creato per la prima volta su loro specifiche dai tedeschi capaci di far ruggire un V12 da 6.0 litri e 730 cv per muovere un'auto di 1350 kg. È più leggera della Porsche 911 GTS RS e ha una volta e mezza la sua coppia. I quattro terminali di scarico, simbolo e continuità del marchio Pagani, aiutano a rendere l'idea di cosa sia un tuono mandato dal dio Huarya non senza essere accompagnato dal sibilo aeronautico generato dalle prese d'aria.
Nonostante il notevole incremento di potenza rispetto ai motori sviluppati in passato da Mercedes-AMG per Pagani, i consumi di carburante e quindi le emissioni di CO2 sono stati talmente abbattuti che Huayra detiene il record tra le sportive a 12 cilindri con valori vicini a vetture sul mercato di cilindrate e potenze inferiori. Il serbatoio da 85 litri assicura così una lunga autonomia di viaggio, eliminando la scocciatura delle frequenti soste dal benzinaio, uno dei difetti che accomuna le supercar.

Bisogna pensare a Huayra come a un'ala, in grado di cambiare il proprio angolo variando l'altezza del frontale rispetto al suolo e grazie all'azione indipendente dei quattro flap disposti alle sue estremità. Il risultato è che la macchina modifica continuamente la propria sagoma, per garantire di volta in volta il minimo coefficiente d'attrito e il massimo coefficiente di deportanza. A comandare la metamorfosi è una centralina, che riceve ed elabora informazioni su velocità, imbardata, accelerazione laterale, angolo di sterzata e apertura dell'acceleratore, ed agisce in modo da ottenere un'auto dal comportamento neutro in tutte le condizioni, correggendo aerodinamicamente il rollio e la frenata.

Chi guida trova tutte le funzioni primarie sul volante. I sedili assicurano comfort per il viaggio ma anche il supporto laterale, date le enormi forze trasversali che la vettura è in grado di sviluppare. Lo sguardo si ferma sui lacci in pelle e sugli interruttori a ogiva, per poi perdersi sul cambio manuale, lucente scultura che racchiude in sé progresso e tradizione. Il cruscotto in alluminio, quello che trae ispirazione dai più sofisticati orologi svizzeri, include un display centrale multi-funzione che mostra le informazioni rilevanti guidando in modalità Sport ed un computer di viaggio quando è selezionata la modalità Comfort. La console centrale in alluminio è lavorata a macchina da un solo blocco con i tasti che sembrano suggeriti da un suonatore di clarinetto. Ordinata e fuori dal comune, proprio come deve essere un'auto pensata da un individuo che conosce tutti i dettagli dell'auto e coerentemente ne ha integrato ogni pezzo.

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