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TEST DRIVEGuizzi e tocchi di classeper l'Aston Martin Rapide Ottimi motore e prestazioni per un'auto stravolta nelle forme Paolo Matteo Cozzi |
Tags: Porsche, Panamera, Rapide, Aston Martin
C'è una ricercata perversione nel pasticciare un capolavoro stravolgendone senso, a volte mortificandone la bellezza, travisandone lo scopo stesso esistenziale. Ma tant'è: prendiamo una supercar e allunghiamola aggiungendo due porte e due sedili. Quattro porte e quattro posti, è il trend più recente. Giacché Porsche ha lanciato Panamera, una 911 evoluta e "ingrassata", e che al di là della Manica hanno risposto con una DB9 "limousine". Ha senso? Al sodo: Rapide, l'ultima e attesissima Aston Martin, stilisticamente è un capolavoro. Solo dal vivo e da molto vicino si possono apprezzare nervature e pieghe di cui è adorna la carrozzeria.
Rapide meccanicamente è potente e velocissima: il V12 di 6 litri, 470 cavalli a 6.000 giri, è un fulmine se si sceglie la via veloce, è docile e parco se al contrario si procede adagio. A dirigere l'orchestra pensa il cambio automatico Touchtronic 2, ha 6 marce, calibrato appositamente per la nuova quattro porte. È utilizzabile sia in modalità automatica che sequenziale attraverso i bilancieri in magnesio al volante. Rapide è, ahimé, un capolavoro. Mortificato nel suo essere. Se forme e proporzioni sono divine, il tratto del giovane designer Marek Reichman non sbaglia un colpo, l'aver scelto di stretchare una fuoriserie risulta un problema per l'handling.
È la tenuta il tallone d'achille di questo bolide da 5 metri e oltre: un compromesso che si paga se si sceglie di voler trasformare in una (quasi) wagon l'auto da corsa. Intendiamoci: l'auto è pur sempre sopra la media ma si allontana da quella perfezione rigorosissima che avevamo incontrato, e per la quale avevamo perso letteralmente la testa, in Dbs. Dopo un giorno di scorribande impunite sulle dorsali che fiancheggiano Valencia, con l'avvertita consapevolezza che strade tortuose e salsedine mettono in crisi qualsiasi tenuta, quindi con una predisposizione al sovrasterzo e un tocco delicato sul gas nei tornanti più stretti, la perdita di controllo avviene quando meno te lo aspetti. Una rotonda, semplice e trafficata. La paletta al volante che costringe una scalata 4a 2a repentina, un filo di gas, e il traverso (che non t'aspetti più) è servito. Velocità modesta. Un campanello d'allarme. C'è qualcosa di perverso nel voler modificare la perfezione, anche se qui, e bastano appena micro-accorgimenti, la perfezione è alla portata.
Per la cronaca: Rapide è un inno al ritrovato lusso, un balocco prezioso, un'auto sportiva democraticamente estesa e condivisa con la famiglia. Ricca, ricchissima di dettagli da scoprire (da non perdere la maniglia dedicata ai sedili posteriori, bespoke in cuoio e alluminio), a cominciare dal colore di quella oggetto della nostra prova. Un bellissimo Quantum Silver, omaggio al più recente James Bond.
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