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Reflex o compatta? Panasonic risolve il dilemma con Lumix GF1

E' la più piccola e leggera fotocamera al mondo con obiettivo intercambiabile

di Marco Morello

Rating:
4.3
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Tags: reflex, Panasonic



Reflex o compatta: questo era il dilemma, la ristretta alternanza del possibile. Almeno fino a oggi. Alcuni, i più in verità, hanno scelto la strada facile, hanno preferito la classica fotocamera «inquadra e scatta». Una macchina in grado di fare tutto da sola, con risultati, però, non sempre entusiasmanti. Anzi con scivoloni macroscopici, non appena la luce cala o il soggetto si muove più del dovuto. Altri, pochi, si sono avventurati nel terreno scosceso delle reflex, nella selva dell'obiettivo giusto, del flash più adatto: un percorso in salita per i non addetti ai lavori, non privo di sforzi, ma in grado di regalare soddisfazioni evidenti, una resa dell'immagine che premia la pazienza dell'occhio nel mirino.

Ora la terza via c'è, esiste e mette radici in una serie di proposte che coniugano la semplicità e la portabilità di una compatta con le prestazioni di una reflex. Una di queste è la Lumix GF1 di Panasonic, ambiziosa per definizione: si auto-presenta come la più piccola e leggera fotocamera al mondo con obiettivo intercambiabile. È sottile, elegante, con linee che vagamente ricordano i corpi del passato con il cuore di rullino. E appunto permette di sostituire, a piacimento, la sua appendice essenziale, il suo occhio in vetro. Non solo: c'è un flash integrato a scomparsa, ma si è sempre in tempo per collegarne uno esterno; ancora, l'inquadratura può avvenire tramite il suo luminoso monitor Lcd da 3 pollici, con una risoluzione da 460 mila pixel e un campo visivo prossimo al 100 per cento, oppure si può aggiungere un mirino opzionale, per provare un'ebbrezza da professionisti. Ecco, è forse questa evidente duttilità il maggiore pregio della creatura di casa Panasonic: l'ambito del possibile è qui vasto e articolato, sta a chi la utilizza decidere fino a che punto spingersi, quando farlo o quando adagiarsi sugli allori del tutto automatico. Con una digitale semplice, invece, il freno a mano c'è, il limite è di serie, è strutturale.

Occorre poi levarsi il cappello di fronte al sensore da 12.1 megapixel, che sigilla di qualità tanto gli scatti quanto i filmati, rigorosamente in alta definizione. La GF1, infatti, può catturare video con audio in Dolby. Il tutto è elaborato di gran carriera grazie alla presenza di due Cpu che riducono il rumore e tengono a bada i consumi.
Anche la creatività, l'estro, vuole la sua parte: allora la modalità «My color» spiana la strada a chi desidera personalizzare gli effetti cromatici; un'altra opzione dal nome un po' infelice, «Peripherical Defocus», mette il soggetto a fuoco facendolo emergere dallo sfondo, che invece appare meno nitido e definito. E per i giorni di pigrizia cronica, in cui già accendere la fotocamera è una fatica estrema, ecco un cavallo di battaglia di Panasonic: la modalità «iA», una specie di intelligenza artificiale che pulsa nei circuiti della macchina e la rende in grado di scattare foto perfette o quasi. Come? Grazie alla scelta automatica delle impostazioni migliori a seconda dell'ambiente in cui ci si trova. Inoltre riduce il tremolio e riconosce le facce di amici e parenti, che verranno belli come non mai. O almeno meglio di come verrebbero con una semplice digitale.

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