Barche

Dal Canale di Panama alla Costa Azzurra, la nuova vita dell'Ariete Primo

Elegante restyling (con tanto di Spa) per il rimorchiatore dalla forte personalitÓ

di Irene Saderini

Rating:
3.3
Rating 3.3

Tags: Ariete Primo, mare, Costa Azzurra, Baleari, Spa



La stiva per le casse di zavorra che dovevano consentire ad Ariete Primo di dimezzare da due a quattro metri il pescaggio nelle acque del Canale di Panama si Ŕ trasformata in uno spazio abitativo; i pesantissimi ponti in ferro sono stati sostituiti da solide e resistenti strutture in lega leggera dimensionate per accogliere l'atterraggio e lo stazionamento di un elicottero, le vecchie e anguste cabine dell'equipaggio hanno lasciato il posto ad ambienti di charme curati per design dall'architetto Sergio Allori. Al di lÓ del fascino intrinseco dell'imbarcazione, la volontÓ era quella di mantenere lo stile retr˛ dell'Ariete Primo, un vecchio rimorchiatore oggi quasi irriconoscibile.
Fin dalle prime fasi del recupero e poi del restauro c'Ŕ stata la ricerca di un costante e delicato equilibrio. Lungo 44 metri, scafo e sovrastrutture in acciaio, 635 tonnellate che pescano oltre 4 metri e toccano i 15 nodi di velocitÓ sotto la spinta di 2.700 cavalli alimentati da un serbatoio di 90mila litri, quattro ponti da lavoro trasformati con un'opera imponente in una imbarcazione sobria e raffinata in stile Old England. All'interno pavimenti in teak Burma in tavole larghe incorniciate da fasce perimetrali in mogano, antiche stampe nautiche, alternate da applique in ottone cesellato a mano, decorano le pareti e si confondono con gli arredi in bois de rose costruiti su modelli navali originali inglesi. Un colpo di fulmine per gli amanti del mare, che ha saputo conquistare l'imprenditore degli elettrodomestici Franco Polti, durante una visita al Cantiere Ortona di Fiumicino dove poi Ŕ stato ristrutturato e ripensato per il suo nuovo impiego nei due anni successivi, fino al varo di recente.


Accanto a questo sostanziale rinnovamento strutturale, seguito dall'architetto Massimo Gregari, c'Ŕ l'amore per la conservazione della storia e del carattere della barca. Cosý la chiesuola della bussola, le spingarde anti-incendio, il faro di vedetta, l'occhio di Panama (la caratteristica apertura ovale da cui si affacciava il marinaio che doveva aiutare il comandante a condurre nel modo migliore la navigazione tra le insidie del Canale) e i motori stessi, sono ancora quelli originali. In questo equilibrio tra vecchio e nuovo, tra antiche atmosfere e nuove tecnologie, si dipana il fascino di Ariete Primo. Niente pi¨ porti commerciali e itinerari che lo tengono in mare per mesi, ma ospiti che saliranno a bordo solo poche settimane, per un corrispettivo di 120mila euro l'una. Navigando tra la Costa Azzurra, le Baleari e le isole della Campania c'Ŕ il tempo di godersi la Spa di bordo con Hammam, idromassaggio, gym center, cromoterapia, aromaterapia. Non a caso, il mercato del charter internazionale ultimamente Ŕ indirizzato verso le barche da lavoro, solide, concrete, di forte personalitÓ. Gli ospiti che scelgono queste imbarcazioni hanno un concetto del mare molto tradizionale. Per loro il mare Ŕ libertÓ, e barche come questa, grazie alla loro intrinseca rusticitÓ, si sposano con la rudezza di bordo. Che a sua vlta Ŕ un'espressione genuina di libertÓ. Anche la velocitÓ, allora, acquista un valore nuovo: non c'Ŕ nulla di meglio dei 12-13 nodi di crociera che i rimorchiatori come Ariete Primo garantiscono sempre, con ogni condizione meteo, grazie ai suoi 2.700 cavalli a 600 giri, senza mai fuggire dalle onde che lo circondano. Che senso ha correre, soprattutto in vacanza, da un posto all'altro?

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