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NAUTICATrionfo di lucenel nuovo Panthalassa Presentato a Viareggio il nuovo ketch Perini di 56 metri che verrà utilizzato inizialmente come charter di lusso di Irene Saderini |
Tags: Picchiotti, ketch, 56 metri, Panthalassa., Perin, Rupert Murdoch
Il bacino Picchiotti a Viareggio ha ospitato la messa in acqua del ketch di 56 metri Panthalassa. E' questa l'ultima e degna erede della serie fortunata di Perini, quei 56 metri che annoverano nomi storici del diporto a vela, primo tra tutti il Burrasca, varato nel 2003, cui si sono poi aggiunte Santa Maria (oggi ribattezzata Zenji), il Rosehearty di Rupert Murdoch, Selene, Salute, Silvana e Riela. Panthalassa, ottava della serie 56 metri e 47esima unità della flotta, è stata armata per Camper&Nicholson, società inglese che la utilizzerà come charter di lusso. Non è una novità, per quanto riguarda il diporto turistico, sono molti e di diverse lunghezze i velieri Perini charterizzabili per un minimo di 200mila euro alla settimana. Nel caso di Panthalassa, però, si è pensato anche alla possibilità di un utilizzo lavorativo e proprio per questo, come ha spiegato l'amministratore delegato Giancarlo Ragnetti "il living room fra il salone e la cabina di comando può trasformarsi da sala da pranzo in centro massaggi o in sala riunioni, con una schermo Lcd che permette di essere connessi in teleconferenza".
Progettato dagli architetti navali di casa Perini Navi in collaborazione con il neozelandese Ron Holland, lo scafo è un'evoluzione dei precedenti con soluzioni innovative sia nella progettazione navale sia nella realizzazione degli interni, curati da Foster& Partners.
Nell'ambito progettuale la sovrastruttura in alluminio è inedita, dotata di un profilo più filante e aerodinamico rispetto alle imbarcazioni precedenti della stessa serie. Anche lo scafo è in alluminio e l'interpretazione dei volumi consente un dislocamento massimo di 540 tonnellate, garantendo di conseguenza un miglioramento delle prestazioni veliche. Sono in alluminio anche gli alberi di maestra e mezzana, rispettivamente di 58,37 e 47,97 metri, mentre i due boma -la parte orizzontale- sono in carbonio e sono dotati di avvolgitore per le vele automatico: non c'era altra soluzione dato che la superficie totale del piano velico è di circa 1.500 metri quadrati, difficili da gestire per qualunque equipaggio.
Come da tradizione Perini, l'attenzione e la cura per gli interni sono superlative. La curiosità oramai non è più per la realizzazione in sé ma per la "sorpresa" che ogni nuovo scafo nasconde, un "qualcosa", una peculiarità che distingua la barca, che appartiene più al mondo dell'architettura che a quello dell'arredo nautico.
Questa volta a sorprendere è la scala aerea centrale di forma ellittica disegnata dall'architetto della City Hal londinese, che riassume in sé i concetti di spazio, luminosità e trasparenza proprio nel cuore dell'imbarcazione. Accompagnata da fini elementi trasparenti che sembrano convogliare la luce nell'ambiente circostante, collega i tre ponti dal fly bridge al lower deck. Lasciato da parte l'iperminimalismo dei superyacht degli ultimi tempi, gli interni hanno, finalmente, un'impronta calda data dai colori chiari e dalle soluzioni tecniche, precisamente gli sky light, che filtrano e illuminano di luce naturale gli spazi dell'imbarcazione, operazione non facile quando si ha a che fare con ambienti così grandi.
Un gioiello che si aggira sul valore di 40 milioni di euro, dove chi sale a bordo, per vacanza o per business, sceglierà dove sistemarsi in una delle sei cabine tutte identiche tra loro e dunque senza spazi Vip o suite padronali, per democratico volere della società armatrice e soprattutto in funzione della destinazione d'uso charteristica. Altre due perle di tecnica come questa sono in costruzione grazie alle maestranze di Perini, che "troppo spesso vengono dimenticate, ma sono proprio loro ad essere fondamentali" come ha ricordato Ragnetti poco prima di rompere la bottiglia di champagne sullo scafo per il varo, di fronte a un Fabio Perini nascosto tra la folla visibilmente commosso.
Il piano di produzione 2009-2013 del Gruppo Perini Navi prevede due velieri di 45 metri in acciaio, un 38 in alluminio, un veliero di 59 metri e uno di 50 in alluminio e tre navi a motore: un 50, un 55 e un 73metri della nuova serie Picchiotti-Vitruvius, progetto che rilancia il marchio storico Picchiotti nel mondo della grande nautica da diporto.
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