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Due ruoteLa nuova Bimota Gold,aggressiva a tempo di rock Nero, oro e accessori ad hoc per un nuovo e unico modello da metrosexual -rider di Irene Saderini |
N el 1980 un laureando decise di proporre come tesi il progetto di una moto dalle sospensioni non convenzionali . Poco dopo gli ingegneri Bimota furono affascinati da questa moto con sospensione anteriore a forcellone oscillante e telaio a Omega. Nacque la Tesi 1D, rimasta prototipo perché sofferente di qualche problema ciclistico, rimaneggiata in versione ES prima di uscire definitivamente dalla produzione e poi rinata Vyrus e tornata di nuovo alle origini chiamandosi Tesi 2D, con la nuova motorizzazione Ducati. Quello della Rock Gold Bimota adesso è l'ennesimo capitolo di una serie, di un'avventura atipica e per questo avvincente nonostante fallimenti e vicissitudini che hanno investito la casa riminese.
Styling ancora più aggessivo e affinamenti tecnici che rendono più esclusiva una moto che di normale già prima aveva ben poco.
Una delle top sportive stradali, a partire dall'impiego del carbonio per la realizzazione in grado di conferirle il peso piuma fuori portata già per una media cilindrata di 168 kg. Codone portante dello stesso materiale composito, sella a 800 mm da terra e scarichi alti a ricordare le altre Bimota del nuovo corso. Carena un po'meno "nuda" delle versioni precedenti e tutta la tecnologia Bimota messa bene in vista per gestire il motore 1100Ds sviluppato da Ducati.
Elitaria di per sé: la probabilità di vederne una in giro è pari a quella di vedere Obama sull'Eurostar Milano-Roma, ma non bastava. Esiste un solo esemplare dell'edizione Bimota Rock Gold, che di diverso ha una nuova struttura colorata di nero con inserti oro e forcellone cromato firmata DAAD Dantone, la boutiques del quadrilatero milanese.
C'è di più, perché la Rock Gold è uno shakerato di brand e non offre più solamente il piacere di guida, ma un outfit completo per la moto stessa e chi la guida.
Prendi il rock, simbolo di passioni intramontabili e prendi il gold, per dargli un'aura chic. Poi prendi la direzione creativa di Giorgio Dantone che coordina una capsule collection pensata per metrosexual -rider , roba che nel mondo dei motori non si vede spesso. Ecco come nasce il Borsalino versione rock in pelle marrone scuro, il set coprimoto in seta di Pagano, il casco laccato di Ruby, il bracciale da polso vagamente gotico di Emanuele Bicocchi, una polo e un bomber di Fila e la giacca in pelle Philipp Plein. Il tutto sorseggiando la vodka Golwasser, quella con le scaglie d'oro in bottiglia. Il prezzo è stimato intorno ai 40mila euro, portachiavi gioiello di Bicocchi in mano è un prezzo da laureati, sì, in griglia alla Superbike.
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