eventi del mare

Le signore del mare al Portofino Rolex Trophy

Yacht d'epoca, rari o storici, alla regata dove carbonio e hitech sono banditi

di Irene Saderini

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4.8
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Tags: Portofino, Rolex, yacht



Un raduno così non si vedeva da tempo. Il tempo, leit motiv delle giornate di Portofino che Rolex dedica allo "yachting d'antan". Il tempo, che per queste "vecchie signore" non sembra essere mai passato, anzi, sembra averle rese ancora più fascinose. Passeggiando sulla riviera ligure, non era necessario essere un amante di yacht d'epoca per riconoscere lei, l'ospite d'onore, una leggenda oltre che un oggetto di culto: Orion, la goletta aurica degli altrettanto leggendari cantieri Camper&Nicholson lunga circa 40 metri, sempre presente alle regate più importanti per il suo valore storico e per le caratteristiche tecniche che la distinguono. Voluta e costruita per la famiglia reale di Spagna, Orion ha celebrato il centesimo anniversario assieme agli ospiti del Portofino Rolex Trophy, una delle poche regate al mondo rigorosamente su invito.

Tanto pubblico però era giustificato anche dalla presenza di un'altra signora dei mari, una di quelle che ha gareggiato per la Coppa America senza aver conosciuto il carbonio, quando cioè i concorrenti, nonostante rientrassero tutti tra i bei nomi dell'aristocrazia americana e dei banchieri più potenti (Vanderbilt e Morgan per citarne qualcuno), risolvevano le sfide in acqua e non in tribunale, fortuna loro. Si tratta del J Class Astra, dell'imprenditore italiano Davide De Gennaro. Era su queste spropositate imbarcazioni che agli inizi del secolo si correva la più antica delle sfide veliche. La loro parabola durò circa un decennio, tra i Venti e i Trenta, che coincise non a caso con la grande depressione americana del 1929, primo colpo d'arresto al gigantismo nelle imbarcazioni di Coppa. Astra è uno degli ultimi J Class giunti intatti fino a noi: oggi, nel mondo, ce ne sono solo altri cinque esemplari. Lunga 34.85 metri e con una superficie velica di 670 mq, anche lei è nata nei cantieri Camper&Nicholson e varata nel 1928.

Alla reunion non potevano mancare i 12 Metri Stazza Internazionale, quelle con cui si correva la Coppa America negli anni del dopoguerra, arrivate fino a Portofino per celebrare anche loro il centesimo anniversario: si tratta di Varuna di Luigi Donna e di Cintra dell'armatore Gabriele De Bono. Entrambe costruite nel 1909 e attentamente restaurate per essere riportate ai loro antichi splendori. C'era pure un po' di orgoglio patriottico celato in una personalissima sfida a due, a testimoniarlo il primo e il secondo 12 Metri costruiti in Italia: La Spina, di Federico Cuomo, commissionato ai Cantieri Baglietto nel 1928 dal Marchese Franco Spinola, esperto yachtsman genovese, ed Emilia.
Tricolore che sventola anche tra le piccole, gli 8 Metri Stazza Internazionale, con Italia, barca progettata e costruita per la Regia Federazione Italiana Vela, che fu scelta per partecipare alle Olimpiadi di Kiel nel 1936 dove vinse davanti a un'agguerrita concorrenza. Una "bella" flotta, nel vero senso della parola, era in acqua contro l'Italia: da Elsinore a Miranda III, da Bona a Fulmar, solo per fare alcuni nomi. «Ogni motivo è buono» avrebbe detto qualche saggio armatore sulle banchine, e in effetti la voglia di festeggiare non è proprio mancata. Di poco più giovani, ma comunque pietre miliari dello yachting internazionale sono i Dragoni, per i quali è stata organizzata la celebrazione dell'ottantesimo anniversario della fondazione di quella che fu una delle classi internazionali più eleganti dei circuiti professionisti. Non serve andare a spulciare vecchi libri per scoprire che l'austriaco Frauscher, oggi cantiere che concede le proprie imbarcazioni (ibride e non) ai vip d'oltreoceano, radica la sua tradizione proprio nella pregiata costruzione dei Dragoni.

Dopo i fasti, l'essenziale oggi come ieri è la classifica, che vede Emilia di Marco Gastaldi vincere tra i 12 Metri Stazza Internazionale. Bona di Giovanni Mogna trionfa tra gli 8 Metri Stazza Internazionale aggiudicandosi il Trofeo Rolex e uno Yacht Master Rolesium in platino e acciaio. Seconda tra gli 8 Metri S.I. Elsinore di Bernard Duc dello Yacht Club Costa Smeralda, terza Helen di Paolo Zannoni registrata al Royal Southern Yacht Club. Tra i Dragoni vince Whisper di Michael Cotter giunta fin qui dai prati verdi del Royal St.George Yacht Club, secondo Paolo Manzoni con Tramontana e terza Celina di Federico Cellini.

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