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test driveLexus Rx, la nuova versione del gigante gentilePer le strade di Budapest al volante del Suv che ora può muoversi con trazione totalmente elettrica di Paolo Matteo Cozzi |
La corona d'alloro svetta fiera in cima alla Piazza degli Eroi, dominando il panorama (mozzafiato) che congiunge idealmente Buda con Pest, innescando la meravigliosa città imperiale di Budapest. Appena sotto il Palazzo Reale, oggi sede della Galleria Nazionale, le terme storiche dell'hotel Gellért, il "bel Danubio blu". Interrotto dal Ponte delle Catene e dall'Isola Margherita, e circondato da un susseguirsi di palazzi austeri, e democratiche (un tempo) soluzioni abitative. E cenni storici, di passato miscelato nella presenza di popoli che qui si sono alternati: Celti e Romani, Tartari, Asburgo, Tedeschi, Sovietici. Ungheresi.
Un concentrato incredibile di storia, un respiro antico incalzato, nel nostro caso, dal futuro abbordabile del mezzo che ci ha accompagnati a quella esperienza: Lexus RX 450h, terzo atto del gigante gentile, il Suv del marchio giapponese ora a motrice Full Hybrid. Ovvero, a trazione completamente elettrica se lo si sceglie, in alternativa alla propulsione ibrida, elettrica e tradizionale, sempre a disposizione. E questa è una fra le novità, certo la più importante, di questa auto tutta nuova, fuori e dentro.
Oltre al benzina, ci sono due motori elettrici che si occupano di immagazzinare energia nei 30 moduli da 240 celle di batterie alloggiate sotto il divano posteriore. Si tratta di tecnologia ibrida di seconda generazione che, dichiara Lexus, è più efficiente del 30% rispetto le precedenti.
Ma come accennato il vero plus è la trazione totalmente elettrica: scegliendo il modo Eco, e premendo dolcemente sull'acceleratore, e fino a 40 km/h, si viaggia con attiva la sola trazione elettrica. Ma anche e soprattutto in modalità EV il motore a scoppio è messo a riposo, compatibilmente con la carica delle batterie. Il traffico di questa città, rush hour e cantieri aperti dappertutto per dare una rinfrescata all'urbanistica, aiutano a congelare pensieri veloci e, piuttosto, ad impratichirsi nel dolce gioco dell'acceleratore per mantenere il più possibile attiva la propulsione (esclusivamente) elettrica. Un gioco interessante e pulito che lascia altresì spazio alla presa di coscienza di quante migliorie siano state apportate alle dotazioni interne.
Nell'abitacolo regna la sobrietà: moderno e più pulito lo stile, fatto di tagli originali e non troppo complicati per la plancia dov'è installata la consolle centrale. Buono il disegno, deliziosa la finitura color alluminio, pochi i pulsanti (grandi e accessibili) per i comandi principali. Telefono, hi-fi, cruise control e altri dispositivi elettronici si comandano da una ulteriore pulsantiera (completa). Grazioso lo strumento che indica se si sta viaggiando Eco, se le energie dei tre motori sono (ab)usate, se le batterie godono dell'inerzia di ricarica. Altra novità assoluta è rappresentata dai comandi posti in essere sul tunnel centrale: il Remote Touch, una sorta di mouse, serve per navigare sullo schermo da 8 pollici annegato al centro della plancia. E nella lista degli optional si può opzionare anche l'head-up display, che proietta le informazioni di viaggio e del navigatore alla base del parabrezza.
Esteticamente, la forma diviene più dinamica. Forse aerodinamica. Certo diversa nel suo essere pur sempre riconoscibile. Le forme geometriche spezzano il ritmo della coda, ispirata palesemente a un coupé. Un insieme decisamente soggettivo.
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