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TEST DRIVEL'irriverente potenza della Bentley ContinentalDa Monaco a St Tropez, sui tornanti della Costa Azzurra domando il nuovo bi-turbo a 12 cilindri di Paolo Matteo Cozzi |
Ci sono perversioni che a giudicarle con il piglio deferente che la società (quasi) impone, oggi, fanno arrossire. Di vergogna. Vergogna appena accennata per chi attraversa un momento delicato come questo, per società, costume, ambiente, su una fra le più indiscrete auto di tradizione britannica: Bentley Continental GTC, quella convertibile e potente, attraverso una delle regioni nel sud Europa fra le più chiacchierate. Per meriti di mondanità e rifugio fiscale. Monaco, e la Costa Azzurra. La Corniche a legare questi sbocchi al mare, che s'infilano lungo le irte pendenze che a loro volta – naturalmente – disegnano scenari arroccati e congiunti da strade adorne di tornanti e rettifili. Dove osare, correre, infischiarsene del momento (storico) e sfrecciare su un'auto da sogno. Concedendosi un passaggio nel lusso veloce di GTC Speed.
Un'auto su cui gli scapigliati Bentley Boys avrebbero corso fino a portarne il tachimetro a fondo scala. Nello specifico, oltre i 320 orari. Sfruttando al massimo l'irriverenza del nuovo bi-turbo dodici cilindri a W di sei litri capace, ora che è diventato Speed, di 610 cavalli. Una potenza allucinante tenuta insieme dalla trazione integrale permanente installata sotto un salotto duepiùdue d'indubbio fascino. Noi l'abbiamo tenuta a battesimo e guidata, più modestamente, proprio lungo quelle strade di Francia, tortuose che volgono a mare. Veloci, quando possibile. Dal limbo monegasco a Frejus: ultimo avamposto autostradale prima di incrociare verso Saint Tropez. Era una buona giornata di sole primaverile.
La capote abbassata, buonumore, una sfilza di comandi e dettagli eleganti a rendere questa Bentley il più adorabile compromesso fra stile conservatore e insaziabile voglia di velocità. E in effetti la velocità – per una Speed - è tutto. Ed è cresciuta, di pari passo a tutta una serie di congegni che t'assistono quando esageri. Basta premere l'acceleratore e tenere saldo il volante, a (quasi) tutto il resto pensa GTC Speed con il cambio automatico rinfrescato, l'impianto frenante capace di stoppare un Tir, e l'agilità necessaria a farti godere, mentre guidi avanti veloce, l'auto nel suo insieme. Un insieme declinato nel frontale e nella coda ispirati liberamente alla versione a cielo coperto, nelle forme prorompenti che il cofano motore ha per stupire, dominare, e, in seguito, delicatamente miscelarsi nell'agio della visione d'insieme con linee sfrontate e tese. In quel cielo (convertibile) che si prende gioco delle stagioni, aperto o chiuso, con i suoi sette strati per garantire la massima e ovattata protezione dei passeggeri dal mondo esterno.
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