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HITECHPer Aston Martinacustica firmata Bang&Olufsen Tredici casse per un sofisticato sistema su misura che si nasconde nella struttura delle auto di Paolo Matteo Cozzi |
Tags: Danimarca, Bang&Olufsen, design, Aston Martin, auto, lusso
C'è una piccola cittadina immersa nel freddo verde dell'armonica Danimarca, Struer, dove lontano dalle logiche metropolitane, dagli status (symbol) delle grandi città, si susseguono infiniti campi, dolci sali-scendi, case d'architettura nordica declinate in colori pastello a tinte forti. Cartoline dalle lande del Nord, dove la vita scorre semplice, dove la gente ha volti rubicondi, vive d'operosità, e i nomi (a noi) sembrano codici fiscali.
Ma è lì, in quell'armonica social-life ancora composta da valori e tradizioni di un'epoca ormai qui abbandonata nei ricordi, che per tutto il Novecento Bang&Olufsen ha iscritto nella storia i canoni di un modo d'intendere l'audio-design di altissima qualità. Ed è proprio a Struer il luogo dove s'installano inamovibili i padiglioni della factory d'eccellenza dell'home entertainment, ricavata in principio negli scantinati della casa materna di Olufsen. Affascinanti icone estetiche e al contempo prodotti d'avanguardia funzionale, questi strumenti di precisione hanno attraversato i confini nazionali già a ridosso delle guerre Mondiali, quando la produzione si concentrava sulla modulazione di frequenza. La radio, unica voce, allora, di un'Europa in fermento. Ed erano belle perché per la prima volta c'era un'attenzione spiccata allo strumento fatto di elettro-valvole, ma anche al mobile che ne delineava gli ingombri e l'impatto visivo. Già negli anni Cinquanta c'erano linee minimal ma mai minime, e colori pastello per i rivestimenti in legno. Pionieri, Bang&Olufsen, anche nei Sessanta quando era la televisione l'ultima frontiera, come lo è oggi la miniaturizzazione. Che non può prescindere dall'emoticon visivo accoppiato alle indiscutibili qualità funzionali. Potrebbe non stupire quindi che dalla mano dei designer di tradizione scandinava nasca oggi uno fra i più esclusivi sistemi di car-entertainment: si chiama BeoSound Dbs e arreda l'ultima tentazione Aston Martin, quella Dbs ancora una volta al servizio di facoltosi puristi delle supercar di tradizione brit-style, nonché dell'agente segreto più famoso al mondo: James Bond, nell'imminente 22esimo episodio della saga, "Quantum of Solace".
Questo sofisticatissimo sistema audio è stato disegnato e studiato nei minimi dettagli esclusivamente per il bolide di Gaydon affinché si integrasse alla perfezione nel layout interno dell'auto, senza modificarne gli ingombri e annegando alla perfezione negli spazi interni, per restituire la miglior sonorità possibile. Tenendo conto del prorompente fragore del motore, dei rumori aerodinamici dettati dall'arrembante velocità (oltre 300 chilometri orari), dell'interezza della gamma di frequenze; altissime e bassissime comprese, ovvero quelle tagliate, per definizione, dalla moderna compressione digitale dovuta ai lettori di largo consumo. Qui ci sono 13 casse acustiche compreso un potentissimo subwoofer il cui agire è controllato da due amplificatori, cuore e anima dell'impianto. L'elaboratore addirittura si premura di stabilire, interagendo con i sistemi elettronici dell'auto – un sensore legge quante cinture sono allacciate -, di capire se a bordo si trovano una o due persone, dirigendo l'erogazione del suono affinché circondi totalitariamente l'ascoltatore. Il menù ha interfaccia semplice ma cela in sé numerose funzioni. Le casse inoltre annegano negli angusti spazi ricavati fra le pieghe degli interni Dbs, adattando la propria generosità esecutiva grazie a lenti acustiche sofisticatissime, nascondendo le proprie virtù dietro paratie in alluminio satinato che paiono piccole sculture. La più bella è la coppia di tweeter (per le frequenze alte) che compaiono e scompaiono, grazie a un micro-motore, dagli angoli del dashboard: la cura del dettaglio è maniacale, tanto che per la realizzazione di quei due elementi esperti e ingegneri del suono Bang&Olufsen si sono superati. L'impatto emozional-visivo è determinato dalla forma, in miniatura, che rispecchia quello delle casse acustiche dei più complicati sistemi per casa; il tocco in più invece si scopre nella piccola guarnizione che si fa garante dell'ermetica chiusura a tweeter annegato. Non si vede più nulla. Perché in fondo, il vero lusso è soprattutto questione di dettagli.
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