personaggi

Il signore che presta la sua barca al Re di Spagna

José Cusi è l'armatore di Juan Carlos. Che con lui ha «molte cose in comune»

di Irene Saderini

Rating:
4.5
Rating 4.5

Tags: Mediterraneo, yacht, sport, America's Cup


Il Bribon entra nel porto di Palma di Mallorca dopo un'altra giornata di regate. Non poteva mancare proprio per la conquista della Copa del Rey, uno degli eventi velici più attesi in Mediterraneo. L'equipaggio di Sua maestà Juan Carlos di Borbone ha appena ormeggiato l'ultimo scafo da corsa della famiglia reale, costruito per macinare miglia e trionfare tra i TP52, il circuito più prestigioso del momento. Il primo a scendere in banchina, come da copione, è l'armatore.
Molto, molto, molto diversamente da quel che si può immaginare non è il piede del Re a toccare terra prima degli altri, perché il Bribon appartiene a José Cusi: il suo armatore, per l'appunto.
74 anni, nativo di Barcellona e imprenditore in diversi campi, José si distingue tra la folla per i suoi modi discreti, quasi regali, dati forse dalla frequentazione assidua con Juan Carlos. Anche lui non porge la mano per accennare il saluto, ma la propria guancia. Gli spagnoli sono a tutti gli effetti un popolo molto ospitale.
José e il Re estraggono la stessa cosa dalle loro borse bianche e blu, in pendant con lo yacht. Gli occhi di José, anch'essi in pendant con il Bribon, brillano ancora di più quando spiega che il rituale del Toscano italiano al termine delle regate è un'abitudine di Raul Gardini dei tempi del Moro di Venezia: «Lo fumavamo sempre insieme, con il caro Raul, era proprio un uomo appassionato alla vita, una perdita insostituibile per il mondo della vela, e non solo».

È certamente un uomo profondo anche José, la pelle stropicciata dal sole e dall'esperienza, e i capelli argento che gli conferiscono un'aria imperturbabile. Non è stata la vela la sua prima passione, ma il nuoto e il tempo speso nell'équipe spagnola, seguiti dai molti anni a bordo del Calypso a fare rilevazioni con il comandante Jacques Cousteau. Fino ad arrivare a rappresentare la Spagna alle Olimpiadi del Messico 1968, specialità tiro al piattello, disciplina che insieme al Re oggi pratica quasi ogni pomeriggio.
Juan Carlos e José Cusi vivono intensamente ogni tipo di sport, purchè sia una competizione: «Seguiamo insieme le Olimpiadi, i Campionati del mondo e quelli europei. Tutti i giorni abbiamo il nostro momento dedicato alla preparazione del nostro yacht per le regate: parliamo dell'equipaggio, vediamo nuovi progetti per lo scafo e per le vele, scegliamo i materiali migliori».
Ci vuole poco per capire che la questione velistica è tutto meno che un gioco. In famiglia oltre alla barca del Re si contano anche il Cam, lo yacht da corsa del Principe Felipe, e l'Aifos, scafo da regata dell'Armada spagnola in onore della Regina Sofia.
Josè vede nel Principe Felipe molto del Re: «Anche in mare è tutto suo padre, in fondo sono due olimpionici, non bisogna dimenticarlo. Tenaci e competitivi, danno tutto fino all'ultimo e pretendono sempre il massimo impegno. Non è un caso che Felipe sia così ben voluto, Juan Carlos è un Re con un consenso pubblico sbalorditivo».
La saga dei Bribon nasce nel 1972, quando José inizia a occuparsi degli yacht del Re, ed è eloquente quando risponde a quale sia più affezionato: «Sono stati molti, per la verità, ma nel cuore ho solo le vittorie, cinque Copa del Rey, quattro Admiral's Cup, tre Sardinia, dodici Coppe di Spagna. Questo è quel che mi fa sentire vivo, lavorare per uno scopo e poi conseguirlo, come nella vita, come nel mio lavoro. Ecco perché il Re e io abbiamo così tanto in comune».

Come non chiedergli a questo punto dell'America's Cup? «Spero di vedere ancora qualcosa di simile alla Coppa, gli ultimi eventi del tribunale di New York e le polemiche mi hanno portato a seguire con più interesse discipline più pure, le Olimpiadi per esempio. Quelle sì che mi appassionano, o la Volvo Ocean Race, la regata intorno al mondo: in Spagna abbiamo ben due equipaggi a concorrere».
Dal lavorio frenetico che si svolge intorno alla barca capisco cosa intende Josè quando racconta che il Re esige per se stesso e per l'equipaggio una preparazione meticolosa :«Non esiste la fortuna a bordo, i ragazzi sono preparati a qualsiasi cosa. Non ci sono amuleti o riti del buon auspicio, il Re è una persona estremamente metodica». In mare, però, gli imprevisti sono molti: «Forse solo un episodio ci colse impreparati: durante una regata con vento forte Sua maestà al timone ebbe un piccolo incidente che gli aveva procurato una ferita alla mano. Tutto l'equipaggio era impietrito. Le manovre si erano interrotte e le altre barche sopraggiungevano velocemente, finchè il Re ruppe il silenzio dicendo: Cosa state aspettando? Di veder uscire sangue blu? Datemi una mano, tornate ai vostri posti e andiamo all'arrivo».
Il Re e José fanno del Bribon un equipaggio unito e partecipe alle decisioni riguardanti lo yacht. A bordo, per esempio, l'abbigliamento è di rigore, a cominciare dagli occhiali da sole bianchi che l'armatore estrae fieramente dalla borsa: «Oltre ad essere tra i migliori per il materiale e la protezione dai raggi, sono una linea speciale di Rudy Project per il nostro equipaggio. Il modello si può trovare nei negozi, ma solo noi abbiamo ai lati l'incisione della bandiera spagnola. E solo noi, chiaramente, la portiamo con lo stemma reale disegnato nel mezzo».

pagina 1 di 1




Moda
gallery blog
archivio notizie archivio speciali
titoli tags
Yoox MyPrestigium
blog twitter foursquare

 

24luxury: Storia di Valerie, la nuova première dame «rottweiler» che vede Angers dietro ogni tenda dell'Eliseo http://t.co/rM54Attm via @24luxury

18 May, 14:12 |

24luxury: A Londra la regina Elisabetta II diventa icona dell'arte contemporanea http://t.co/IBmRHmCf

16 May, 12:59 |