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Sfrecciare a largo di Porto Rotondo su un open che può toccare i 43 nodi è un'esperienza più che appagante. Per chi è alla guida e per chi è comodamente seduto su uno dei divanetti bianchi del pozzetto. Il nuovo Seventyfive di Itama, azienda nata nel 1969 da un'iniziativa di Mario Amati e dal 2004 parte del Ferretti Group (prossimo alla quotazione in borsa) insieme a Pershing, ha il carattere deciso e le forme di una vera ammiraglia. La prima sfornata dal cantiere di Mondolfo che, fino ad oggi, si era cimentato con i quaranta e i cinquantacinque piedi. Seventyfive – esemplare connubio tra nautica di ultima generazione, comfort e design ricercato all'esterno come all'interno – di piedi ne misura settantacinque (23,54 metri). E promette performance niente male. Scafo a V profondo in vetroresina rinforzata, due motori Mtu da 1823 cavalli e propulsione Arneson Asd 14L (che nella versione Very High Performance di Seventyfive – annunciata a Porto Rotondo, in occasione della presentazione di Itama 75 dal presidente di Pershing Tilli Antonelli – verranno sostituiti da due motori da 2400 cavalli per garantire una velocità massima di circa 60 nodi), eliche di superficie e qualche gioiellino tecnico da segnalare, come il parabrezza e l'avantop in carbonio e cristallo progettati dallo yacht designer Marco Casali e realizzati da Atr appositamente per Itama. Maggiore resistenza, minor peso: è questa la formula vincente del tettuccio del Seventyfive. L'uso del carbonio garantisce un risparmio, in termini di peso, pari al 60 per cento e permette un significativo miglioramento delle prestazioni dello yacht. Il parabrezza è dotato poi di un'apertura centrale scorrevole che fornisce un accesso facilitato a prua. Se si parla di design il Seventyfive – il cui prezzo si aggira sui tre milioni – fa decisamente scuola. Come gli altri due prodotti di casa Itama. All'esterno appeal ed essenzialità si intrecciano in un profilo sportivo ma estremamente elegante: il blu dello scafo e la struttura slanciata che da poppa conduce alla prua particolarmente alta interpretano alla perfezione il carattere del settantacinque piedi di Itama. L'avantop, già segnalato per le qualità tecniche, è la punta di diamante anche sul piano dell'exterior design. All'interno lo scenario cambia. Si passa dalla celebrazione della potenza sportiva al comfort di classe, alla raffinatezza e al lusso. Si nota una venatura di ricercatezza fin nelle piccole cose. O proprio a partire da quelle. Disponibile nella versione tre o quattro cabine – due matrimoniali e due doppie con letti gemelli – ciascuna con il proprio bagno, il Seventyfive è dotato di cucina, dinette e una cabina con servizi per il personale di bordo. Ambienti ampi e accoglienti con un ottimo livello di abitabilità. Soprattutto se si considera che Itama 75 è un open. Gli interni sono caratterizzati da un design minimal arricchito da materiali di pregio come la moquette dei pavimenti, il lino delle pareti e il teak al naturale degli arredi, e colori soft. Il punto forte sono le due finestrature open view attraverso le quali si può godere di un panorama mozzafiato. Magari comodamente sdraiati sulla chaise longue, posizionata proprio accanto ad una di queste. In pozzetto la raffinatezza si unisce alla tecnologia: uno schermo Lcd da 40 pollici si estrae da un mobile posto al centro, trasformando la zona conviviale in una sala cinema privata. Da vivere in completo relax e, soprattutto, sull'acqua.
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