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James Spithill
Occhi blu, sorriso smagliante e pelle arrossata dal sole, James Spithill sembra uscito da un telefilm. Australiano di nascita, di mestiere – e si poteva immaginare guardandolo – fa il velista. Nel 2000, a soli 21 anni, è stato il più giovane timoniere ad aver mai partecipato alla Coppa America e ha vinto trofei in tutti i mari. Ora, a 29 anni, è entrato nella scuderia BMW Oracle e si prepara ad affrontare il suo compagno di squadra Russel Coutts in una sfida tra campioni. L'occasione è la prima edizione del match-race "Just The Best", "solo il migliore", una gara ad eliminazione diretta organizzata da Jaeger-LeCoultre alla marina di Cattolica nel fine settimana del 20-22 giugno. Nella competizione i due campioni si affrontano ad armi pari, con due multiscafi esattamente identici. A fare la differenza soltanto l'abilità dei due skipper e l'affiatamento dei loro team. Paura della competizione? «Beh, io mi sto allenando molto – racconta James - ma in realtà siamo stati entrambi molto occupati con questa gara, credo che sarà molto divertente. Ed è un bell'allenamento per la Coppa America, perché è l'unico match-race fino ad allora e perché anche l'America's Cup si corre su multiscafi, imbarcazioni velocissime». In occasione di Just The Best verrà inaugurata la Marina di Cattolica, un'opera con 140 posti barca costata 14 milioni di euro. E la vela si riconferma sport di lusso. «È uno sport prestigioso – conferma James – con una lunga storia. Ma credo che in realtà la vela sia riconducibile al lusso perché, diciamocelo, è un gran bel modo di passare il tempo». James a bordo di uno scafo ci è nato: «Dove vivevamo - racconta - bisognava andare a scuola in barca, in pratica non avevo scelta!». Fin da allora è innamorato dell'oceano, non può fare a meno di quel contatto speciale con l'ambiente che l'acqua gli regala. E adora viaggiare intorno al mondo. A bordo delle due imbarcazioni in gara, almeno per questa edizione, ci sono solo uomini. Ma James si dichiara decisamente a favore di presenze femminili negli equipaggi. Molti uomini impazziscono per questo sport, ma le donne? «A dire il vero spero che le donne siano almeno attratte dai velisti…». Non temere, James.
Russel Coutts
«Io amo competere, soprattutto con i migliori. Fa parte del divertimento». Se a dirlo è un pluripremiato campione del mondo di vela, medaglia d'oro olimpica e tre volte vincitore della Coppa America, c'è da prenderlo in parola. Russel Coutts, neozelandese skipper del team BMW Oracle, a 46 anni non ha nessuna idea di smettere di gareggiare. Riguardo al match race Just The Best dice scherzando: «Sono convinto che batterò James grazie al mio favoloso equipaggio». Ma il motivo principale per cui si sta impegnando tanto nella preparazione di questa gara ad eliminazione diretta è che Just The Best rappresenta un'occasione unica per prepararsi alla 33a edizione della Coppa America, in programma per luglio 2009. «Non basta allenarsi in casa, gareggiare sui multiscafi in questo match race è un gran bell'esercizio per noi, in attesa di incontrare tutte le altre squadre». Sponsor di questa gara è una marca di orologi, ma tanti sono i brand del lusso impegnati nel mondo delle regate. «Penso che nella vela ci sia un'immagine che fa sognare le persone – dice Russel Coutts- e questo è il motivo per cui molte aziende importanti anche di moda, come Louis Vuitton, vogliono essere coinvolte». E a lui cosa fa sognare nella vela? «Ci sono molti modi diversi di andare in barca - racconta - le barche che useremo in questa gara sono molto veloci, ma ci sono altre barche più lente che sono altrettanto popolari, imbarcazioni più tradizionali. Non saprei spiegarlo, c'è una sorta di senso di libertà, quando esci in barca, che probabilmente non puoi sperimentare sulla terra ferma». E lui, che ha imparato a governare una barca da suo padre e dai suoi fratelli, si sente fortunato ad aver potuto divertirsi con questo sport fin dalla più tenera età. Russel non è solo un campione di vela: ha quattro figli, una moglie, e una laurea di ingegneria all'Università di Aukland. E da ingegnere analizza anche la passione che è diventato il suo lavoro: «Di questo sport amo la tecnologia, la complessità. Perché è uno sport molto complicato, in cui tante sono le cose da combinare, come l'ambiente e le condizioni climatiche con il tipo di barca che hai. Il lavoro della squadra è enorme, hai bisogno di un team molto bravo per gareggiare bene. Tutto questo è la nostra vita».
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