Apple Macbook air

novita'

Apple,un mondo tutto air

Il nuovo Macbook leggero e sottile
lancia la filosofia del "cloud computing"

di Massimo Mantellini

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Tags: Macbook Air, Apple, Oracle, Google, Microsoft, Steve Jobs


Solo qualche ora dopo la presentazione a San Francisco del nuovo Macbook Air, il leggerissimo e sottile notebook di fascia intermedia di Apple, la rete internet era già piena di commenti e impressioni sul nuovo computer.
Eppure molti di questi commenti sembrano sfiorare la questione fondamentale sottolineata dall'architettura del nuovo portatile della casa di Cupertino, che si potrebbe forse definire come la "filosofia Air".
Macbook Air, visto da questo punto di vista è un device davvero differente, pensato per forzare la mano a una intera prossima generazione di computer portatili, sposando con convinzione l'idea del "cloud computing", vale a dire la versione riveduta e corretta della ormai decennale intuizione di Oracle sui cosiddetti "network computer": piccole macchine economiche, povere di software e di memoria, pensate quasi esclusivamente come terminali adatti al collegamento alla rete internet.
Quando Apple, quasi provocatoriamente, commercializza un prodotto senza disco ottico compie contemporaneamente due scelte molto differenti: da un lato libera il proprio notebook di parecchio peso, rendendolo più leggero e maneggevole, dall'altro afferma con decisione che il centro del mondo è ormai definitivamente la rete di internet e che, per esempio, l'epoca delle librerie di bit su supporto (cd, dvd) è ormai definitivamente tramontata. E questa affermazione sottintesa è di gran lunga la più importante.
Mentre l'eliminazione del floppy disk avvenuta qualche anno fa era una banale scelta tecnologica (si abbandonava un supporto poco performante per altri più veloci e capienti ma dal medesimo significato), oggi eliminare dalle proprie macchine i lettori/masterizzatori dvd significa riconoscere che i contenuti possono (e devono) viaggiare altrove. E dove se non all'interno della rete? Già oggi, silenziosamente, milioni di utenti hanno traslocato i propri archivi di posta elettronica su server di rete, lentamente le suite da ufficio (wordprocessor, spreadsheet, presentazioni) proposte online da Google e da Microsoft stessa, iniziano ad avvicinare le prestazioni e a competere con le versioni software residenti sui nostri hard disk.
Altrettanto lentamente anche altre funzioni di editing complesso come quelle grafiche si trasferiscono in rete (Picnik, per esempio, implementa da qualche tempo un editor grafico direttamente associabile alle nostre librerie fotografiche in rete tipo Flickr).
Moltissime delle attività che prima richiedevano la presenza di un software sul nostro disco fisso ora sono disponibili da utilizzare in remoto mediante linguaggi e features presenti in rete.
Se tutta questa evidente migrazione non bastasse a convincerci, e anche per citare un'altra evidente sinergia che certo non è sfuggita a Steve Jobs, Apple stessa – così come anche molti altri attori della rete – da tempo vendono musica in formato digitale e il passaggio di questi files verso altri formati e supporti fisici è sempre meno praticata.
Molti siti come Netflix da tempo consentono il download legale di film e serie televisive, altri soggetti iniziano a proporre (Apple stessa sta per iniziare a farlo) il noleggio di film in qualità dvd direttamente dalle proprie interfacce web.
Tutto è "Air" ormai, occorre farsene una ragione, e dove non lo sono i collegamenti alla rete (il nuovo Macbook Air, quasi a sottolineare ancora di più questa scelta di campo non ha nemmeno una porta ethernet e si collega alle rete solo in wifi) lo sono ormai in buona parte i contenuti di maggior successo. Ogni adolescente ha ormai in tasca un lettore mp3, sempre più spesso i contenuti televisivi e cinematografici viaggiano in fasci di bit su unità di storage Usb e non più su supporti come dvd e cd. Molto più frequentemente si spostano semplicemente in rete, traslocando da un punto a un altro.
Per queste ragioni Macbook Air inaugura coraggiosamente una filosofia impossibile da non considerare: quella della transumanza del software e dei contenuti dagli hard disk dei nostri computer alla impalpabile matrice della rete internet.
Poi qualcuno sottolineerà giustamente tutti i rischi connessi a questo credito di fiducia che sempre più spesso accordiamo a soggetti che spesso nemmeno conosciamo e che si offrono di conservare le nostre tracce digitali in luoghi differenti da casa nostra, ma facilmente raggiungibili da qualsiasi terminale di rete. Ne elencherà pazientemente le tematiche legate alla privacy, alla sicurezza dei dati e, come si legge molto spesso in rete, affermerà che le nostre mail è meglio che continuino a starsene dentro le memorie dei nostri hard disk al riparo da mille possibili intemperie.
E tuttavia l'impressione è che nel frattempo tutto stia comunque cambiando, che la filosofia Air, ora appena accennata, sia lì da venire e che dopodomani argomenti del genere saranno semplicemente travolti dagli eventi e tutto sarà online nella declinazione molto precisa e puntuale di un'idea nata nei romanzi cyberpunk di venticinque anni fa.
Con tutti gli annessi e connessi.
http://www.nova100.ilsole24ore.com/

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