test drive

Guidando un'Aston
che sembra una scultura

In giro per la Provenza su una roadster V8 Vantage: luci di coda con 360 led. E 5 secondi netti per toccare i 100 Km all'ora

di Paolo Matteo Cozzi

Rating:
3.1
Rating 3.1

Tags: roadster, hi-tech, auto, mare



A guardarla bene, annegata com'è fra le algide pietre che pavimentano il borgo arroccato di Gordes, in Provenza, la più piccola Aston Martin del momento appare come un'opera pop installata in un ambiente classico. Cattura tutti gli sguardi ma si integra perfettamente nel panorama. Potere delle cromie, o delle forme prive di difetti stilistici. Certo è, che avvicinandomi alla V8 Vantage rossa a disposizione per un test drive fra le strette e tortuose vie provenzali che scendono verso la campagna intrisa di vigneti, l'emozione si complica fino alla paralisi momentanea. Più o meno ciò che proveresti se Sienna Miller ti domandasse un ballo.
Nel panorama di charme dove nel 2006 è stato girato "Un'ottima annata" non stona l'aplomb di questa Aston: elegante e sportiva, interpreta alla perfezione il ruolo di dignitosa roadster sia quando la capote è alzata sia quando si opta per la scapigliata fuga en plein air. Manco a dirlo la capote è in tessuto, si apre in 18 secondi, il comando elettronico è azionabile fino ai 50 chilometri orari, ed è disponibile in diversi colori. Sulla fiancata non mancano la piega fino al parafango posteriore e la tipica branchia laterale: una scultura. Le proporzioni sono perfette. Con cofano lungo e coda corta, spetta ai parafanghi muscolosi spendere la sensualità dei giochi di forme concave e convesse, all'unisono. Da perdere il fiato le luci di coda: dettaglio hi-tech in un contesto (abbastanza) tradizionalista, con i 360 led a comporne il motivo.
Apro la portiera. Prendo posto nell'abitacolo e mi concedo il giudizio di una prima occhiata. Aspettativa confermata: qui ogni dettaglio, comando o strumento, è stato progettato e realizzato maniacalmente. La pelle, di qualità superiore, riveste integralmente l'abitacolo e ci sono graziose impunture in contrasto dappertutto. La consolle centrale incorpora lo schermo del navigatore satellitare, a scomparsa, il posacenere in cristallo retro-illuminato, il pulsante d'avviamento; trasparente e illuminato anch'esso. è proprio quello il crocevia del divertimento da luna park stradale. Basta premerlo, con decisione, per scatenare l'inferno. Ovvero per dar voce al gorgheggio del V8 di 4.3 litri capace di 380 cavalli, con una coppia disponibile per il 75% già a 1500 giri.
Ovviamente le prestazioni sono all'altezza: dopo le prime curve affrontate con deferente rispetto, arriva il momento più eccitante. Una sorta di rottura del ghiaccio dopo la quale (quasi) tutto è permesso. E allora scopri che ci vogliono 5 secondi netti per lo scatto 0-100, che la velocità massima è di 280 km/h, che premendo a fondo sul gas l'Aston dà il meglio superati i 4.500 giri, sia in termini di suono sia di prestazioni. L'auto si acquatta per aggrapparsi meglio alla strada, il motore si concede in tutto il suo splendore, il gorgheggio si trasforma in urlo arrogante. Corro in mezzo a dolci colline che scemano verso il mare compreso fra Nizza e Marsiglia, circondato di vigneti e campi giallo estate interrotti solo da saltuari borghi strappati al tempo. Che bella la vita.

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