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OrologiNovità e tendenze del SIHH 2012: fra complicazioni, mestieri d'arte e avanguardiaPubblico in aumento del 10% per il 22° Salon International de la Haute Horlogerie di Daniela Fagnola |
Il 2011 è stato un anno eccezionale per l'orologeria elvetica: le esportazioni hanno raggiunto la cifra record di 19,3 miliardi di franchi svizzeri (secondo i dati forniti dalla FHS, la Federazione dell'industria orologiera svizzera), e registrato così il maggior incremento degli ultimi 20 anni. Simili risultati creano ovviamente buone prospettive per il futuro del mercato, a dispetto della congiuntura internazionale ancora incerta, e della quotazione del franco svizzero, che ha inciso sugli utili e sui prezzi di vendita.
Questo contesto tutto sommato confortante ha sicuramente influito sul clima (se non positivo in assoluto, almeno) rasserenato del 22° Salon International de la Haute Horlogerie, che si è tenuto lo scorso gennaio a Ginevra. Riservato agli addetti ai lavori – negozianti, distributori e operatori dei media –, ha visto un'affluenza di pubblico superiore del 10% rispetto allo scorso anno: più di 13mila visitatori in totale (notevole la partecipazione dei cosiddetti Paesi emergenti: quella asiatica è aumentata del 6%, in progressione anche quella sudamericana, a scapito della medio-orientale, che è sembrata ridotta, e russa, praticamente nulla), con 1500 punti vendita rappresentati e 1200 giornalisti. Il che conferma per il settore un'attenzione generale comunque in crescendo.
All'interno del Palexpo, su una superficie di 30mila metri quadri, si sono ritrovate 18 maison: come di consueto, tutte quelle di proprietà di Richemont Group (eccetto Dunhill), più alcune indipendenti, che hanno presentato in anteprima le novità in uscita nel corso dell'anno e oltre. A far la parte del leone, le complicazioni - ambito, del resto, che appartiene di diritto all'alta orologeria, come massima espressione di savoir-faire e creatività: numerosissimi sono stati gli esemplari con dispositivo tourbillon, declinato in infinite variazioni sul tema, insieme a quelli con suoneria, come le ripetizioni minuti, e con i diversi tipi di calendario, perpetuo o annuale; senza dimenticare le piccole complicazioni, per esempio il cronografo e il GMT. Grande spazio hanno avuto anche i movimenti ultrapiatti e quelli squelette, che hanno introdotto una nuova idea di scheletratura: non solo estetica, ma anche funzionale.
Diffusi pure gli orologi realizzati con il concorso dei "mestieri d'arte": cioè con il quadrante ricco di smalti, miniature, sculture, incisioni, incastonature e così via. Frutto di rare tecniche artigianali tramandate da generazioni, trasformano ogni esemplare in un autentico capolavoro.
Sempre a proposito di tradizione, è stata rilevante la presenza delle edizioni celebrative, omaggio alle collezioni più emblematiche in occasione del loro anniversario; come pure la reinterpretazione, in chiave attuale, di modelli storici celeberrimi.
Se un certo gusto per il design vintage va per la maggiore, tuttavia, merita almeno un cenno il lancio di collezioni ed esemplari del tutto inediti: risultato di anni di studio e di ricerca, spesso sono un concentrato di innovazioni tecniche al limite della sperimentazione. Guardare, per credere, la photogallery, che espone le principali novità del SIHH rigorosamente in ordine alfabetico.
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