Opening

Apre a Roma la prima maison di Louis Vuitton

Il ceo e presidente Yves Carcelle: «Tra i nostri clienti più affezionati in assoluto ci sono gli italiani»

di Giulia Crivelli

L'idea di lasciare lo schermo di proiezione esattamente dove si trovava quando l'Etoile era anche un cinema vero e proprio è stata di Peter Marino, l'architetto che ha passato mesi, anzi, anni, a lavorare sulla ristrutturazione dello spazio scelto da Louis Vuitton per farne la sua prima "maison" italiana, che sarà aperta al pubblico domani a Roma, in piazza San Lorenzo in Lucina, dove nel 1988 il marchio francese aveva aperto il primo negozio (poi si è aggiunto quello di via Condotti). L'eclettico Marino, diventato un archistar nel suo settore, ha trasformato l'ex-cinema (chiuso nel 1991 e da allora, di fatto, abbandonato) in un moderno tempio del lusso, oltre 2.500 metri quadrati disposti su tre piani (lo schermo è al primo) per ospitare tutte le collezioni Vuitton: pelletteria, ovviamente, ma anche abbigliamento e accessori da uomo e da donna. Ieri sono venuti da Parigi il ceo e presidente Yves Carcelle, il vicepresidente marketing e comunicazione Pietro Beccari e Bernard Arnault, ceo e presidente di Lvmh, il più grande gruppo del lusso al mondo, con un portafoglio che comprende, oltre a Vuitton, solo per fare alcun nomi, Dior, Emilio Pucci, Berluti e Fendi, al cui vertice il 1° febbraio salirà proprio Beccari, dando il cambio a Michael Burke, che diventerà ceo di Bulgari, acquisito nel marzo 2011. Guida d'eccezione al negozio (il termine è inadatto, perché l'Etoile assomiglia più a uno spazio culturale, con il suo schermo, l'angolo-libreria, le opere d'arte disseminate ovunque) è stato Peter Marino, che fino a poche ore prima dell'inaugurazione ha lavorato alla scelta dei quadri da appendere al primo piano. Yves Carcelle, al quale si deve la trasformazione di Vuitton da malletier e pellettiere a brand del lusso tout court, era il più entusiasta. Perché questo è il suo carattere, ma forse anche perché lo spazio Etoile è davvero una realizzazione unica.

Quanto è importante l'Italia per Louis Vuitton?
Gli italiani sono tra i nostri clienti più affezionati in assoluto. Considerando gli acquisti che fanno in Italia e all'estero, in Europa sono i nostri primi clienti. Una simile fedeltà va ricompensata. A Milano in settembre abbiamo riaperto il negozio di via Montenapoleone con una superficie raddoppiata e completamente ristrutturato. Nel 2012 apriremo la seconda maison Vuitton in Italia, che sarà a Venezia e considerando che nel mondo le maison Vuitton, i nostri negozi più grandi e particolari, sono solo 14, è un altro modo per esprimere la nostra gratitudine. Sempre insieme a Peter, che abbiamo incontrato a Parigi pochi giorni fa proprio per parlare del progetto, a Venezia creeremo qualcosa di speciale. Ogni maison fa storia a sé.
Cosa proietterete qui all'Etoile?
Saranno cortometraggi raggruppati in proiezioni di 15-20 minuti, in modo che chiunque entri nel negozio possa sedersi e vederli senza impiegare il tempo che ci vuole per un vero e proprio film. Saranno opere contemporanee ma inframmezzate da classici del passato, sempre del genere "corti". Con ogni probabilità organizzeremo anche serate a tema. Il nostro mestiere è vendere borse, accessori, abbigliamento, gioielli, bijoux, non vogliamo in alcun modo negarlo. Ma desideriamo che la shopping experience, come dicono gli americani, sia il più originale e piacevole possibile.
Quali altri progetti avete per il 2012?
Oltre alla maison di Venezia, apriremo i primi negozi in Giordania e Kazakhistan. Sono molti i mercati in cui vorremmo entrare, da pionieri, come abbiamo fatto nel 2011 alle Barbados. A volte fantastico persino sull'Iran, dove però il problema è che senza un partner locale, con un contratto molto simile al franchising, per un marchio straniero è difficilissimo se non impossibile aprire un negozio. E noi siamo l'unico marchio al mondo che gestisce ogni punto vendita in modo diretto. Lo stesso vale per i prodotti, non abbiamo contratti di licenza.
Il che mi porta ai gioielli e al profumo, altre due novità del 2012, giusto?
Sì, quest'anno apriremo in place Vendôme, a Parigi, una boutique dedicata all'alta gioielleria, con annesso atelier, che i clienti potranno raggiungere con un ascensore, per chiedere, ad esempio, di vedere in anteprima i diamanti che serviranno per creare il collier che hanno scelto. Dal primo gennaio poi lavora con noi Jacques Cavallier-Belletrud, uno dei più grandi maestri profumieri del mondo. A lui abbiamo affidato la creazione della nostra prima fragranza. Quando uscirà? Quando Jacques sarà pronto. È la stessa cosa che rispondevo a chi mi chiedeva, dopo aver assunto Marc Jacobs, quando avremmo presentato la prima collezione di prêt-à-porter. Quando Marc sarà pronto, rispondevo. Il lusso è lento, che poi è anche il nome di un'opera che Fabrizio Plessi fece per noi qualche anno fa.

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