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IntervistaLola Montes Schnabel: «Lasciatevi ispirare. Anche da un cimitero»L'artista newyorkese ha presentato a Milano la capsule collection "Carte Blanche" realizzata per Sportmax di Marta Casadei |
Tags: Lola Montes Schnabel, Milano, Sportmax, capsule, Julian Schnabel, New York
«Non sono una stilista né lo diventerò. Sono un'artista e penso che non ci sia tutto questo bisogno di essere categorizzati, rischiando di limitarsi». Lola Montes Schnabel, 31 anni e una massa di capelli ricci ribelli e decisi come lei, ha le idee chiare: segue il suo istinto, viaggia molto, si lascia ispirare da quello che la circonda. Attrice – ha iniziato in Basquiat (1996) -, pittrice e regista – finora di short movie - è arrivata a Milano per presentare la capsule collection "Carte Blanche by Lola Montes Schnabel" che ha creato in collaborazione con Sportmax: una mini collezione che conta un top, tre foulard e una borsa, prodotti in una serie limitata di 1000 pezzi; a rendere davvero unica la capsule sono gli acquerelli realizzati da Lola che, stampati sulla seta, evocano un immaginario onirico e legano a doppio filo moda e arte.
Lola, figlia del pittore e regista Julian Schnabel, sfoggia il top, abbinato a un paio di jeggings (leggings "a stampa jeans", ndr) e a sandali con tacco vertiginoso: «Mi sento a mio agio: è un capo che indosserei anche nella vita quotidiana – continua – . Appena Sportmax mi ha proposto di partecipare al loro progetto "Carte Blanche" – giunto alla terza edizione, ndr – ho accettato: stavo già lavorando su questi acquerelli e il team stilistico della maison li ha saputi trasformare in capi d'abbigliamento. Mi piace molto l'effetto che fanno i miei lavori stampati sulla seta: questo materiale dà loro una grande fluidità, che si addice perfettamente al contenuto, legato al tema della metamorfosi». Il motto di Lola, artista a tutto tondo, è lasciarsi ispirare: «Penso sia fondamentale lasciar correre la propria immaginazione, aprirsi alla fantasia – dice - e io, che non faccio arte politica o concettuale, voglio invitare la gente a "sentire" costantemente quello che la circonda. Personalmente tutto mi suggerisce arte: i film, la poesia, la gente comune, la natura».
Il suo studio d'arte, la sua vita - «molto regolare: mi alzo e vado a fare spinning, poi colazione » - sono a New York, luogo che Lola Montes Schnabel ha scelto per la sua mostra "Love before intimacy", in allestimento fino al 4 febbraio presso The Hole Gallery, e che considera « una città incredibile, dove vivo non perché sia la più bella del mondo ma perché è il posto adatto per lavorare: c'è un grande turnover. Per il resto mi considero una persona che si adatta facilmente: dove mi metti sto». Per il prossimo mese, ad esempio, sarà in un ashram indiano a Combaitore: un po' per meditare, un po' per girare un video sul guru Sadhguru alla Isha Foundation. Poi rientrerà in Europa, probabilmente nella casa di famiglia, ad Anversa.
«Faccio tante cose contemporaneamente, lo so. Ma perché farne una sola? Io sono pittrice, scultrice, regista. E se decido di fare un video voglio scriverlo, girarlo, produrlo e, magari, interpretarlo: altrimenti non sarei me stessa». Anche durante questa parentesi milanese, non è rimasta ferma un minuto: «Ho visitato diverse mostre, poi sono andata alla Scala a vedere l'opera. Quello che mi interessava però era ammirare la struttura interna del teatro: bellissima. Ho assaggiato ottimi piatti italiani e, poi, sono andata al Cimitero Monumentale: è favoloso. Vado lì quasi tutti gli anni con la macchina fotografica perché le costruzioni all'interno mi ispirano moltissimo. Peccato stiano costruendo tutte quelle cose attorno...grattacieli, locali notturni: ma a qualcuno sembra il caso di andare a ballare di fianco a un cimitero?».
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