Moda

Gucci festeggia i 90 anni con un libro

700 foto e 50 saggi per ripercorrere la storia della griffe, che oggi rivive nel Museo Gucci di Firenze

di Marta Casadei

In una delle sale riunioni che si affacciano sulla splendida Piazza della Signoria, da qualche mese sede del Museo Gucci, a Firenze, ci sono perfino le zollette di zucchero a forma di doppia G, emblema della maison fiorentina, sistemate in eleganti coppette bianche. Quello che oggi è un logo di fama mondiale, novant'anni fa era soltanto una coppia di iniziali, quelle di Guccio Gucci che, dopo aver maneggiato borse e valigie di lusso nei panni di un "liftboy" presso il prestigioso Savoy Hotel di Londra, decise di fondare la propria azienda di pelletteria per dare vita a una propria produzione di accessori da viaggio. Ed ebbe chiaramente un successo enorme.

La storia è una di quelle che non passano inosservate: dai bagagli anni Venti con il primo logo, un quadratino, al negozio di via Montenapoleone, nel '51; dal foulard Flora, creato da Gucci sulla base delle illustrazioni di Vittorio Acconero appositamente per la principessa Grace di Monaco, alla Bamboo Bag; dalla selleria - a cui appartiene il motivo iconico verde-rosso-verde - alle collezioni firmate da Tom Ford. Condensare una storia così varia e complessa in un unico volume non dev'essere stato semplice. Ma Gucci, oggi etichetta del gruppo PPR, ce l'ha fatta, complici la creatività e la decisione di Frida Giannini, alla guida creativa delle collezioni uomo, donna e accessori dal 2006: il libro che ripercorre la storia della casa di moda si chiama "Gucci: the making of" (edito da Rizzoli) ed è nato per celebrare da un lato il novantesimo anniversario della maison fiorentina, dall'altro l'opening del Museo Gucci, inaugurato lo scorso settembre, nel quale l'archivio della casa di moda rivive – con rotazioni semestrali dei prodotti esposti - in tutta la sua bellezza: automobili, set di stoviglie, biciclette, accessori realizzati con la pelle Guccissima, abiti da sera realizzati per star come Hilary Swank.

Il volume si snoda attraverso le varie epoche vissute da Gucci e lo fa con il supporto di oltre 700 immagini, alcune delle quali sono inedite, e cinquanta saggi firmati da giornalisti ed esperti – tra loro: Katie Grand, Peter Arnell, Christopher Breward, Stefano Micelli – che mettono in luce non solo l'impronta che la griffe ha lasciato, indelebile, nella moda, ma anche l'influsso più o meno diretto che Gucci ha avuto e ha tuttora sulla società e sulla cultura, italiana e mondiale. Grande spazio hanno le icone di stile che, nel tempo, si sono dimostrate affezionate fan della maison: la già citata Grace Kelly, Jacqueline Kennedy (a cui Gucci ha dedicato la borsa Jackie), Audrey Hepburn, Maria Callas. E un ruolo speciale è affidato a Firenze, città nella quale Guccio Gucci aprì il suo primo negozio in via della Vigna 7 e oggi ospita il Museo, proprio accanto a Palazzo Vecchio.

Il libro, curato da Frida Giannini, è già stato stampato in quattro lingue – italiano, inglese, francese e tedesco: in quest'ultimo caso la casa editrice è Collection Rolf Heyn – e l'edizione commerciale è in vendita nelle librerie di tutto il mondo. Non poteva mancare un'edizione luxury, contenuta in un'esclusiva custodia di pelle, che sarà invece in vendita nelle boutique Gucci. Proprio in occasione della pubblicazione dell'edizione di lusso del libro, Gucci donerà 250 mila dollari a sostegno delle iniziative Unicef "Schools for Africa": la casa di moda è partner dell'organizzazione dal 2005 e, in questi anni, si è impegnata a raccogliere fondi per sostenere diversi programmi internazionali promossi dal fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia.

Gucci: The making of
Curato da Frida Giannini con il contributo di Katie Grand, Peter Arnell, Rula Jebreal, Christopher Breward, Stefano Micelli e altri
Copertina rigida con custodia
26 cm x 33 cm / 384 pagine / 700 fotografie a colori
Prezzo: 80 euro per l'edizione commerciale

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