semestrale record

Prada accelera su utili e vendite

I ricavi consolidati del primo semestre cresciuti del 21,1% a 1,134 miliardi, utile netto +74,2% a 179,5 milioni. L'indebitamento finanziario netto cala del 66%

di Giulia Crivelli

Dire che il gruppo Prada cresce a due cifre non rende l'idea. I risultati della prima semestrale dopo la quotazione a Hong Kong, il 24 giugno, la più grande Ipo dell'anno sul listino asiatico, sono estremamente positivi: i ricavi consolidati del primo semestre, chiuso al 31 luglio, sono cresciuti del 21,1% a 1,134 miliardi di euro e l'utile netto ha fatto un balzo del 74,2%, arrivando a 179,5 milioni. In deciso miglioramento anche l'indebitamento finanziario netto, attestatosi a 135,2 milioni rispetto ai 408,6 milioni di fine gennaio, in calo dunque del 66% circa.
Il gruppo Prada ha eguagliato un campione del lusso come Hermès in termini di crescita (nel primo semestre i ricavi della maison francese sono cresciuti del 22% a 1,31 miliardi, non poi così distanti da quelli del gruppo milanese) e fatto addirittura meglio sulla redditività: quella di Hermès è cresciuta "solo" del 49,5%. Ottimo anche il confronto con Lvmh: nel periodo gennaio-giugno il fatturato del primo gruppo al mondo del lusso è salito del 13% (superando l'incredibile soglia dei 10 miliardi di euro) e l'utile netto ha superato quota 1,3 miliardi, con un aumento del 25%.

In comune con Lvmh e la sua punta di diamante Louis Vuitton, il gruppo Prada ha in questo momento del suo percorso di crescita, due punti in comune: gli investimenti nel retail e lo sviluppo strategico in Asia. E i risultati si vedono: in termini geografici, l'area Asia-Pacifico si conferma il primo mercato del gruppo Prada (che comprende, oltre all'omonimo marchio, che sfilerà a Milano moda donna giovedì prossimo, Miu Miu, Car Shoe e Church's). Le vendite hanno raggiunto i 368 milioni (+35,4%). La previsione è di aprire in media 80 nuovi negozi all'anno per i prossimi tre anni, un piano che porterà il gruppo a essere presente con circa 550 Dos ("Directly operated stores", negozi gestiti direttamente) a fine 2013, circa la metà dei quali si troveranno in Asia. «Sono particolarmente soddisfatto dei risultati di questo semestre – ha commentato l'amministratore delegato Patrizio Bertelli –. I risultati confermano la validità delle nostre scelte e, in termini prospettici, sono il presupposto sul quale basare la fiducia nel futuro sviluppo». Carlo Mazzi, vicepresidente del gruppo, ha dato all'agenzia Bloomberg un ulteriore dato: «Dei 44 negozi aperti finora nel 2011, 15 sono nell'area asiatica, che rappresenta il futuro del mercato del lusso».
Nel primo semestre – si legge inoltre nella nota diffusa ieri – Prada ha investito 134,7 milioni, prevalentemente per l'espansione della rete retail, un costo «ampliamente coperto dal cash flow operativo». Il margine operativo lordo è stato di 315 milioni (+39,9%), il risultato operativo si è attestato a 253,4 milioni (+47,1%).

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