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Mercati e strategieSoffia vento di ripresa sull'industria degli orologiNel primo semestre export a +20% per i prodotti «Swiss made» di Lino Terlizzi |
Tags: orologi, Asia, Francia, Italia, Hong Kong, Cina, Singapore, Giappone, Swatch, Breguet, Glashütte, Blancpain, Nick Hayek, Arabia Saudita, Omega, Venezia, Olimpiadi
Il vento di ripresa economica nel mondo non è molto forte in questa fase, ma è un fatto che buona parte di questo vento finisce in un modo o nell'altro nelle vele dell'industria degli orologi. L'ulteriore conferma viene dagli ultimi dati della Fédération de l'industrie horlogère suisse (Fh), relativi a fine giugno.
Il polo svizzero degli orologi rappresenta tra il 50% e il 60% del fatturato mondiale del settore ed esporta oltre il 90% della sua produzione. Le cifre dell'export elvetico fornite da Fh sono un termometro di rilievo per l'industria delle lancette. Nel solo mese di giugno 2011 l'export elvetico ha toccato gli 1,6 miliardi di franchi (circa 1,4 miliardi di euro), con un aumento del 10,1% rispetto allo stesso mese del 2010. Se poi si guarda ai primi sei mesi 2011, l'export è stato di 8,7 miliardi di franchi (7,8 miliardi di euro), il 19,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Nel mese di giugno di quest'anno tutte le fasce di prezzo, dai 200 franchi sino agli oltre 3mila franchi, hanno contribuito in modo simile all'incremento dell'export. Buono in particolare il balzo degli orologi in oro (+25% sia in pezzi che in ricavi), che rappresentano un segmento non enorme delle produzione ma indicativo.
L'Asia nel mese ha continuato a fare da traino, mentre Francia ed Italia (pur con una lieve flessione quest'ultima) si confermano i maggiori mercati europei. Ma il punto sui mercati si può fare meglio allargando lo sguardo all'intero primo semestre 2011. Nei primi sei mesi dell'anno in corso Hong Kong ha confermato la sua leadership (1,7 miliardi di franchi, +23% rispetto ad un anno prima), seguita da Usa (906 milioni, +19%), Cina (715 milioni, +47%), Francia (623 milioni,+24%), Singapore (505 milioni, +29%), Italia (496 milioni, +5%), Germania (393 milioni,+10%), Giappone (380 milioni, +5%), Emirati Arabi Uniti (357 milioni, +28%), Regno Unito (287 milioni, +5%). Nei primi dieci mercati di sbocco dell'export elvetico, cinque sono quindi dell'area Asia-Medio Oriente, quattro europei e uno nordamericano. Il passo avanti della Cina è molto marcato, Singapore si conferma a sua volta come una piattaforma importante nell'area asiatica. Il Giappone riesce a registrare il segno positivo, ma continua ovviamente a soffrire dell'effetto tsunami e di alcune difficoltà economiche.
Gli Usa nel settore hanno superato le strettoie della crisi economica del 2008-2009, anche se non hanno il passo sostenuto asiatico. In Europa, la Francia si conferma mercato importante ed al tempo stesso centro logistico continentale per l'industria degli orologi. L'Italia non è nel suo momento migliore ma riesce comunque a restare in territorio positivo. Germania e Regno Unito difendono le posizioni, soprattutto la prima. Dopo la risalita marcata del 2010, una parte degli operatori si aspettava un rallentamento in questo 2011 per l'industria delle lancette, ma così sin qui non è stato. E questo nonostante le difficoltà derivanti da un franco svizzero molto forte sia sull'euro che sul dollaro e dalle incertezze sulla crescita economica negli Usa ed in Europa. Gli orologi evidentemente continuano ad attirare, sia come bene da utilizzare, sia come bene di investimento se si parla di gamma alta e lusso. E il buon momento è confermato dai risultati dei gruppi principali del settore.
Nel primo semestre 2011 Swatch Group (che ha in portafoglio 19 marchi, dai famosi orologi in plastica al top di gamma come come Breguet, Glashütte e Blancpain), ha registrato un fatturato lordo di 3,36 miliardi di franchi (+10,9% sullo stesso periodo 2010) e un utile netto di 579 milioni di franchi (+24,5%). Se si considerano le difficoltà legate al corso del franco, oltre che quelle legate all'aumento delle materie prime, si tratta di cifre oggettivamente di rilievo se non sorprendenti. Nick Hayek, ceo di Swatch Group, ha ribadito che il gruppo in questa fase fa fatica a rispondere alla forte domanda ma ha ripetuto che il franco è troppo forte. I risultati, insomma, sono buoni ma potrebbero essere anche migliori con un cambio più equilibrato. Il gruppo guarda con fiducia a fine d'nno, con l'obiettivo di aumentare ulteriormente l'export, anche grazie all'acquisto del 33% di Alzouman general trading, società che distribuisce i marchi Swatch in più di 100 boutique in Arabia Saudita. Per quanto riguarda l'Italia, a settembre verrà inaugurato un punto vendita Omega a Venezia, anche in vista delle Olimpiadi: Omega è il cronometrista ufficiale di Londra 2012.
Il vento gonfia ancora le vele dell'industira orologiera svizzera, nonostante la zavorra di una moneta troppo robusta.
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