Intervista

Aliai Ricci Forte: «Il mio omaggio alla Sicilia si chiama Mariù»

Appassionata di moda e designer lei stessa, la moglie di Rocco Forte si racconta. A partire da un negozio e dal Verdura Golf&Spa Resort

di Marta Casadei

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Tags: Sicilia, Milano, Londra, Aliai Ricci, Roma, Rocco Forte, mare, golf, lusso, Chelsea, lino, Fendi, Tod's


«Parlami d'amore Mariù, la conosce quella vecchia canzone? Me la canticchiava sempre mio padre. E poi in Sicilia si chiamano tutte Maria, Marietta, Mariù: ho voluto mettere in luce tutte le cose belle di questa regione». Sull'asse Milano-Londra, città in cui Aliai Ricci si è trasferita a metà degli anni Ottanta lasciando Roma per il proprio principe azzurro, Rocco Forte, si parla della Sicilia. E della piccola boutique che Lady Forte ha ideato, creato e anima con passione all'interno Verdura Golf&Spa Resort, uno dei gioielli della Rocco Forte Hotels che sorge a pochi chilometri da Sciacca. Tra mare, zagare e campi da golf frequentati da amatori delle coste siciliane e da finanzieri svizzeri, Mariù, questo il nome del negozio, è un tempietto del lusso dove la tradizione siciliana più profonda – merletti, macramé, lini e crochet – si incontra con una creatività contemporanea che strizza l'occhio alle ultime tendenze di Chelsea. Shorts lavorati e camicie di lino ecrù ricamate; orecchini con cammei e pietre preziose e bikini ornati da pietre dure. Un trionfo del made in Italy: i tessuti rigorosamente italiani sono cuciti da due sarte di Sciacca. L'"ufficio stile" naturalmente è Aliai Forte.

Romana di nascita, londinese di adozione: Lady Forte, come mai ha scelto di portare avanti la tradizione siciliana attraverso Mariù?
Adoro la Sicilia, un paese interessante e ricco di tradizioni, e mi piace molto il Verdura: quando ha aperto ho pensato di trasformare la mia passione per la moda, per i tessuti, per il ricamo, in qualcosa di più corposo. Ed è nato Mariù: non è la mia prima esperienza come creatrice di moda – realizzo una linea di camicie couture a Roma, principalmente modelli su richiesta, e caftani – ma è sicuramente la più completa. E faticosa: ci sono mille cose da fare.
Qual è la sua fonte di ispirazione?
Tutto ciò che mi circonda: la natura, la cultura. Per questo motivo voglio che i capi vengano fatti sul posto, a mano. Amo molto scegliere i tessuti, le pietre per i costumi. Ho pensato Mariù come uno spazio dove si possano trovare pezzi di altissima qualità a prezzi non stratosferici, anche se la qualità inevitabilmente costa.
Come definirebbe il suo stile?
Un mix&match: fosse per me mi vestirei sempre con una camicia e un paio di pantaloni, in modo molto semplice, ma mai banale. Impreziosisco il look con qualche gioiello: una collana importante o divertente. Credo che il modo di vestirsi di una persona sia, in fondo, un'espressione del suo carattere, del suo essere: io sono così.
Pensa di aprire altre boutique, magari proprio nei resort della Rocco Forte Collection?
Non credo: vorrei che Mariù rimanesse un business limitato. Sa che le dico? Io sono una persona creativa, il lato economico del progetto un po' mi spaventa: se trovassi un partner forse penserei più in grande, ma da sola proprio no. Però lancerò a breve un sito internet focalizzato sul beachwear Mariù: mi piace moltissimo disegnare costumi e ho avuto anche un buon feedback dalle clienti del Verdura.
Lei vive da anni a Londra: com'è la moda italiana vista dall'estero?
Meravigliosa, come sempre. Non c'è Paese che possa competere con l'Italia su questo piano, mi creda. Pensi solo alle tecniche artigianali utilizzate da Fendi per la linea Selleria, ai dettagli curati di Tod's.
Molti marchi storici italiani, però, oggi appartengono a gruppi stranieri...
La proprietà e la gestione economica sono una cosa, la moda un'altra: la superiorità dei prodotti italiani è chiara anche alle griffe straniere. Tanto che vengono a produrre in Italia.
Cosa fa Aliai Forte lontano dalla moda?
Giardinaggio. Poi adoro l'arte e la musica. E viaggio molto: torno spesso in Italia, perché rivedere Roma è sempre una gioia; adoro la Germania, culla di una cultura così forte e interessante. E poi vado in Sicilia. Ma lì finisco sempre per lavorare.

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