tendenze

A San Paolo le bellezze della moda green

Dall'allestimento ecologico ai brand sostenibili: il Brasile si fa guida della rivoluzione verde

di Marta Casadei


Seduti su una panchina in attesa di una sfilata. In mezzo alle palme e al verde, eppure all'interno della Biennale di Parque Ibirapuera. Sembra un'utopia e invece è un trend.Che la moda abbia mostrato negli ultimi anni una sensibilità sempre più spiccata nei confronti di temi cool come la sostenibilità è chiaro a tutti. In Brasile, tuttavia, l' ecologia sembra essere il fil rouge dell'intera macchina moda per il prossimo inverno. La fashion week di San Paolo, motore economico del Brasile e da qualche anno capitale creativa dello stato, è appena iniziata: sei giorni di sfilate che mixano nomi noti - come Alexandre Herchcovitch e Colcci - e meno famosi - come Ghetz e Amapo - nel comprensorio dedicato all'arte contemporanea che conta molti edifici firmati Oscar Niemeyer.

L'allestimento parla chiaro: quest'anno la SPFW accentua la sua green attitude. E lo fa in modo creativo, utilizzando cartone bianco e marrone per decorare le pareti in modo sostenibile e strizzando l'occhio al 3D, potenziando gli spazi dedicati alla raccolta differenziata, privilegiando i materiali naturali come il legno - utilizzato per creare la lunghissima passerella che conduce al cuore dell'edificio.
All'interno della Biennale è un trionfo di piante: decine sono appese al centro della Biennale, a creare un'installazione fresca e di un verde intenso che fa rima con estate. E, ancora, a piano terra trionfano piante a foglia verde inserite in pezzi di legno colorato: un angolo creativo promosso dall'operatore telefonico Oi che ha invitato alcuni artisti a decorare lo spazio in modo funzionale. Tra loro c'è Bibi, al secolo Abidiel Vicente, creativo pop che lavora per lo più con materiali riutilizzati. Anche le piante verranno "reimpiegate" in modo ecologico: alla fine della settimana verranno ripiantate tutte nel Parco che si estende tutto intorno alla Biennale.

A livello istituzionale, la San Paolo Fashion Week ha iniziato questo cammino green nel 2007. Da allora, edizione dopo edizione, ha sempre promosso progetti sostenibili coinvolgendo sia gli stilisti sia i frequentatori della kermesse. Nel 2010, ad esempio, ha compensato l'emissione di circa 250 tonnellate di Co2 piantando circa 15,500 alberi nella riserva del monte Monte Dourado, che si trova nel distretto della città di Almeirim, nella foresta Amazzonica. In collaborazione con l'associazione Orsa Florestal ha provveduto a ricoprire di alberi un'area di circa 9.3 ettari. Il progetto verrà portato a termine nel marzo 2011. E sarà subito tempo di mettere in atto quello successivo.

Non sono solo i progetti green ad accentuare l' anima ecologica della SPFW. Nel calendario, infatti, figurano nomi da sempre attenti a questo tema: il primo è Osklen, marchio creato nel da Oscar Metsavath, che dal 2003 sfila rigorosamente a San Paolo sebbene sia un marchio apprezzato in tutto il mondo. La filosofia che Metsavath ha tradotto in estetica nelle proprie creazioni è quella del crossover: un mix tra suggestioni cittadine e l'avventura più selvaggia; tra lo stile di Milano e New York - dove il brand ha aperto negozi monomarca - e il mood brasiliano. Il carattere eco friendly è uno dei capisaldi delle creazioni Osklen: materiali organici sono trattati con lavorazioni hi-tech. Molti i prodotti visti in passerella e riconducibili al tema della sostenibilità: i sandali di legno firmati Tufi Duek, l'abito realizzato con rami d'albero e firmato da Samuel Cirnansck. Tra i grandi supporter della moda green anche uno dei main sponsor della fashion week, nonché uno dei brand brasiliani più noti all'estero: Melissa. Il marchio che ha Saputo trasformare la plastic – riciclata e riciclabile, per la maggior parte – in un brand di calzature. E che ha affascinato grandi designer come Vivienne Westwood e Gaetano Pesce, che hanno realizzato alcune capsule collection proprio in collaborazione con Melissa.

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