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INTERVISTABeatrice Trussardi: «Un'evoluzione lunga cent'anni»Da guantai a marchio di lifestyle, diversificato in moda, cultura, food e ora design di Paola Bottelli |
Tags: Maurizio Cattelan, Fondazione Nicola Trussardi, design, Firenze, Beatrice Trussardi, New York, Andrea Berton, Massimiliano Gioni
L'invito, come sempre, non passa inosservato: un Maurizio Cattelan "sdoppiato", sdraiato su un letto a mo' di salma, è l'anteprima assoluta della nuova opera dell'artista veneto che celebra la trasferta sulle rive dell'Arno, alla Stazione Leopolda, della Fondazione Nicola Trussardi per il centenario del marchio del Levriero. La mostra, battezzata "8 1/2", è in collaborazione con la Fondazione Pitti Discovery.
«L'arte e più in generale la cultura è uno dei nostri quattro "mondi", aree di eccellenza del made in Italy che spaziano dalla moda al food, passando per il design, con una nuova iniziativa che lanceremo proprio a Firenze», spiega Beatrice Trussardi, 39 anni, laurea in arte moderna a New York, presidente e amministratore delegato del gruppo fondato appunto cent'anni fa come guanteria dal bisnonno Dante. Bionda "vera", occhi turchesi, l'imprenditrice è nel suo ufficio all'ultimo piano del Palazzo Marino alla Scala con vista sulle guglie del Duomo e sta definendo i dettagli dell'evento fiorentino.
Signora Trussardi, il centenario per un'azienda è sempre un momento epocale.
Siamo alla quarta generazione e non capita a tutte le famiglie di mantenere saldamente il controllo dell'azienda dopo così tanto tempo. Ci piace ricordare che il nostro bisnonno aveva già scommesso all'epoca sui valori dell'abilità perché la sua era una guanteria di lusso, fornitrice della famiglia reale inglese ma anche di semilavorati unici nel genere. Poi mio padre Nicola è stato bravissimo a traghettare l'azienda negli anni '70 trasformandola nel decennio successivo in un marchio di lifestyle. Non dimentichiamo che fu proprio mio padre il pioniere nel lancio di sfilate-evento come quella in piazza Duomo della collezione autunno-inverno 1984-85.
La vostra famiglia è stata colpita da due dolorosi e prematuri lutti che hanno provocato ripercussioni anche sull'azienda: prima la scomparsa di suo padre Nicola nel '99 e, dopo soli 4 anni, quella di suo fratello Francesco, all'epoca 29enne, che aveva preso le redini della società. Così è arrivato il suo momento.
Peccato non siano qui a festeggiare con noi... Certo, in una situazione così tragica mi sono ritrovata in prima linea, ma ho fatto una scelta imprenditoriale consapevole, anche perché in precedenza avevo sempre partecipato alla vita aziendale e ai consigli d'amministrazione. A mio padre piaceva condividere tutto con noi figli, la passione e l'entusiasmo di innovare e sperimentare, innanzitutto, e fin da bambini, la domenica, ci portava con sé nella storica fabbrica di Almè, vicino Bergamo, a respirare il profumo della pelle sui bancali: è un ricordo che tutti noi sentiamo ancora fragrante.
Quali sono oggi, oltre al suo, i ruoli della famiglia?
Mia sorella Gaia, 31 anni, coordina e supervisiona la nostra produzione, con la collezione di gamma più alta, la 1911, affidata a Milan Vukmirovic. Mio fratello Tommaso, 27 anni, da un anno lavora a tempo pieno in azienda e si occupa dei progetti "altri", cioè i co-branding e le licenze tecniche come quella che annunceremo proprio a Firenze.
Da quando lei ha preso le redini, ha diversificato nell'arte e nella ristorazione, affidandosi a dei giovani che stanno crescendo con voi.
Non siamo tuttologi, chef stellati o curatori d'arte contemporanea, dunque è stato logico affidarci a dei coetanei: per il Ristorante Trussardi alla Scala, che pure sarà in trasferta a Firenze, Andrea Berton, dal 2009 due stelle Michelin, e per la Fondazione a Massimiliano Gioni, così come per il fashion a Vukmirovic. Anche nel design ci sarà un giovane. A sorpresa.
Nella pelletteria è importante il made in Italy?
Sì: pelletteria, accessori, abbigliamento in pelle, progettazione e prototipia sono concentrati a Rignano Arno da dove viene gestito la rete dei terzisti, anche esclusivi. Anche l'abbigliamento in tessuto viene realizzato nel Nord Italia.
Come avete chiuso il bilancio 2010?
In linea con il consolidato del 2009, quando la Finos Spa, capogruppo che controlla tutto il business Trussardi, aveva realizzato un fatturato di 180 milioni di euro con un Ebitda di 28 milioni.
paolabottelli.blog.ilsole24ore.com
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