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OrologiIl 2010 di Patek Philippe in quattro cronografiNovità o nuove versioni dei classici della maison svizzera di Dani Fagnola |
Tags: Patek Philippe, oro
Patek Philippe vanta una lunga tradizione nella cronografia: famosa già nella seconda metà dell'800 con i suoi modelli da tasca, anche complicati, nel 1923 crea il primo esemplare da polso "à rattrapante" nella storia dell'orologeria. Ma è solo all'inizio del Terzo Millennio che inaugura la produzione di movimenti cronografici concepiti e fabbricati in house. Una produzione che oggi conta tre diversi calibri, tutt'e tre presenti nelle novità del 2010 (e qui ci limitiamo ai cronografi "semplici", cioè privi di complicazioni aggiuntive), realizzate secondo i canoni del Sigillo Patek Philippe: un marchio di qualità – o per meglio dire di eccellenza – che la Maison si è imposta, una sorta di autocertificazione che va ben oltre le norme stabilite dall'orologeria svizzera.
A cominciare dalla Referenza 5950A, in cui si trova il movimento cronografico monopulsante "à rattrapante" più sottile del mondo (per i meno esperti, è opportuno ricordare il significato di questi termini: "monopulsante" indica che le funzioni crono sono governate da un unico pulsante coassiale alla corona, mentre "rattrapante" vuol dire sdoppiante, cioè dotato di una seconda lancetta dei secondi crono, che serve a misurare i tempi intermedi e si aziona con il pulsante tra l'1 e il 2). Un orologio con la cassa in acciaio – cosa rara quando si tratta di esemplari di pregio –, in omaggio ai modelli storici della Casa, rievocati anche dall'elegante fregio agli angoli del quadrante. E animato da un calibro a carica manuale ultrapiatto: nonostante la meccanica complessa, misura solo 5,25 mm di spessore. Ma soprattutto realizzato in modo artigianale, un esemplare per volta: ogni singolo componente viene infatti limato, lucidato e rifinito a mano; una volta montato, e controllato nelle funzioni, viene nuovo smontato, ripulito e rifinito; quindi rimontato definitivamente. È ovvio che una lavorazione così lunga e difficile implica una produzione estremamente limitata: perfetta nel funzionamento ma molto elevata nei costi.
Mentre la Referenza 7071R è un cronografo dedicato alle donne, chiamato appunto Ladies First Chronograph. La cassa in oro rosa racchiude un altro calibro dall'architettura tradizionale e dai contenuti innovativi: un movimento meccanico a carica manuale, con 65 ore di autonomia, per il quale sono stati messi a punto 6 brevetti, tesi a migliorare funzionalità, precisione, affidabilità e robustezza. Importante non solo perché rivela l'attenzione della manifattura per il pubblico femminile, ma anche perché rappresenta il precursore di una futura famiglia di movimenti, complicati e non.
Tant'è vero che lo si ritrova anche all'interno della Referenza 5170J, un cronografo "classico" sotto tutti gli aspetti: con la cassa in oro giallo, e il quadrante con i due contatori crono e la scala per misurare le pulsazioni cardiache, rievoca nell'estetica gli esemplari del passato, in particolare quelli degli anni Trenta, ricercatissimi dai collezionisti.
Un autentico cult dei nostri giorni, invece, è il Nautilus, Referenza 5980, presentato in una nuova versione con la cassa in acciaio (o in oro rosa) in cui è ospitato un esclusivo movimento cronografico a carica automatica con funzione flyback e alcune particolarità costruttive: le indicazioni cronografiche raggruppate in un unico contatore, a tre scale concentriche, e la lancetta centrale dei secondi crono che sostituisce quella dei secondi continui.
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