MODA

Le follie dell'Imperatore

Ritratto semiserio di Karl Lagerfeld: innovatore che odia il termine avant-garde, tedesco che ama la Coca Cola light e creativo multitasking

di Marta Casadei


L'ultima delle fatiche dell'Imperatore è stata presentata a Mosca il 30 novembre: sono le immagini più attese dell'anno, quelle del Calendario Pirelli 2011. Karl Lagerfeld – un' età che oscilla tra i 77 e i 72 anni a seconda delle fonti, da oltre 50 sulla cresta dell'onda del settore moda - l'ha scattato prima dell'estate, poi è passato ad una nuova avventura. Anzi: ad una delle tante. Perché il Kaiser della moda, si sa, incarna una furia creativa che si dipana tra mille progetti diversi. Ad esempio, il 2 dicembre presenterà a Milano la collezione firmata per Atelier Swarovski, pezzi rigorosamente in serie limitata che saranno in vendita per sole quattro settimane. Per il 2011 ha in programma una collezione di cristalli per il marchio svedese Orrefors, che verrà lanciata la prossima primavera, e una linea di masswear invernale per il colosso americano Macy's. Senza contare i progetti fotografici e le adv per Chanel: la prossima vedrà perfino il ritorno di Ines de la Fressange. Sebbene abbia stupito tutti accennando ad Haider Ackermann come suo successore nel ruolo che fu di Coco Chanel, al magazine Numéro ha detto di avere «un contratto per la vita» con la maison francese. E, sembrerebbe, nessuna intenzione di andare via.

Tante idee, molte novità: quel che Lagerfeld firma, non solo come direttore creativo di Chanel e Fendi, fa notizia. Perché il designer tedesco - che è anche fotografo, regista, collezionista di iPod: insomma, è un creativo multitasking – vuole essere sempre il primo a fare le cose. Ad esempio, ha fatto sbarcare l'uomo, nel senso di maschio, sul Calendario Pirelli: in uno degli scatti c'è Baptiste Giabiconi, sua musa al maschile, completamente nudo, fatta eccezione per un paio di decolleté a punta.

Si direbbe abbia la sindrome del pioniere in tutto ciò che fa: il primo tweet di Karl Lagerfeld, ad esempio, risale al 2008, molto prima che il mondo della moda scoprisse i vantaggi del microblogging e avesse la sua svolta democratica, tra lo streaming e Facebook. Senza contare che nel 2004 Kaiser Karl firmava la prima capsule collection per il colosso del fast fashion H&M: dopo di lui sarebbero arrivati Madonna e Stella McCartney, Matthew Williamson e Sonia Rykiel. Prima di Lagerfeld, invece, le mini collezioni cheap siglate dalle grandi griffes non esistevano nemmeno.
Eclettico e sempre proiettato verso il futuro, il Kaiser, tuttavia, odia la parola "avant-garde" che su twitter definisce «usata, strausata e spesso per cose inutili». invece, ama il rap, «ci crediate o meno»; invidia Zaha Hadid per la sua bravura nel creare nuove forme; ammira le pubblicità intelligenti e pensa che le stampe floreali siano «per signore di mezza età che hanno problemi di peso». E – sebbene la sua "bevanda nazionale" sia la birra - ha una passione viscerale per la Coca Cola light, tanto da aver ripensato in veste glamorous la sinuosa bottiglietta di vetro. A rendere contemporanea la figura autoritaria del Kaiser ci pensano un codino bianco da dandy chic del terzo millennio, un paio di occhiali da sole, una camicia bianca e un cravattino nero. Il look è l'unica cosa che Karl Lagerfeld – dimagrito di oltre 40 kg in 13 mesi, nel 2001, per «poter indossare i vestiti di Hedi Slimane» - mantiene invariato al di là delle evoluzioni della propria carriera. E che ha ironicamente riproposto su un orsacchiotto di pelouche disegnato per Steiff. Ispirato, ça va sans dir, a se stesso. L'unica variazione di mise registrata negli ultimi anni risale alla campagna per la sicurezza stradale promossa dal governo francese: Lagerfeld, uno dei protagonisti dell'adv, indossa un gilet catarifrangente giallo limone. Ma sopra il tradizionale completo scuro.

Arrivato nella Ville Lumière dalla Baviera – dove nacque, erede di una facoltosa famiglia di industriali amburghesi – ha iniziato alla corte di Balmain, per poi fondare la propria griffe, prima Lagerfeld Gallery poi Karl Lagerfeld, negli anni Ottanta. Recentissima la scelta di non presentare la sua collezione, come di consueto, alle sfilate di Parigi: il designer ha preferito allentare la briglia per dedicarsi ad un progetto innovativo. Lagerfeld pensa a una linea "masstige", un punto d'incontro tra il lusso e i grandi numeri. Sarà pronta, se tutto va bene, per l'autunno inverno 2011-2012. E verrà venduta esclusivamente online: all'Imperatore, si sa, piace tagliare il traguardo per primo e molto prima degli altri.

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