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MostreFotografie, inchiostri e acquerelli: la moda illustrata dagli artistiAl London Design Museum la collezione di disegni di moda di Joelle Chariau di Valentina Ciuffi |
Tags: moda, Londra, fotografia, Dior, New York, Yohji Yamamoto, Alexander McQueen, La Perla, Armani
Illustrazioni di moda, dall'inizio del secolo scorso fino a qui: la mostra "Drawing Fashion" mette in scena al Design Museum di Londra la preziosa collezione di Joelle Chariau che, mai esposta prima, vanta pezzi significativi e capaci di raccontare intere epoche, oltre a dirne, meravigliosamente, le mode.
Erano i primi anni ‘30 quando le copertine di Vogue cominciarono a sostituire con la fotografia il modello disegnato; per anni gli illustratori avevano riempito gli occhi di avide lettrici, riproducendo, numero dopo numero, le collezioni da cima a fondo. Lapape, Benito, Erte erano al lavoro dall'inizio del secolo e avevano portato nelle riviste di moda i Ballets russes, come l'Art Deco: tratti efficaci e figure eloquenti a riassumere tutte le forme d'arte di un periodo creativamente esplosivo. E se il realismo del mezzo fotografico a un certo punto sembrò decisamente avere la meglio, ben presto nacquero nuove interessanti collaborazioni tra stilisti e disegnatori, nuove illustrazioni: già negli anni '40 emersero talenti come Eric o Gruau pronti a catturare e restituire l'eleganza e il glamour del loro tempo (si guardi, ad esempio, al New Look di Dior nel 1947).
Allo stesso modo, gli anni '70 videro convivere il mito di Blow up e i celebrati disegni di Antonio: New York era il nuovo centro della moda internazionale e il giovane artista, amico di Warhol come di Paloma Picasso, portò nell'illustrazione della moda sfondi quotidiani e vita della strada, discoteche e dimensioni psichedeliche. E oggi, Mats Gustafson – con i suoi inchiostri e acquarelli per Yohji Yamamoto e Alexander McQueen – o François Berthoud – con le sue campagne super sexy per La Perla e Armani – proseguono, originali ed efficaci, la storia di questo "genere".
Il racconto allestito dal critico e scrittore di moda Colin McDowell per il Design Museum mostra come, epoca dopo epoca, il potere di questi disegni risieda nel loro essere ad alta densità. Pensiamo al realismo di una foto, anche sul set meglio ricostruito, curato nei particolari e azzeccato nelle pose, poi pensiamo alle potenzialità di un disegno: calcare la mano, azzardare forme quasi caricaturali, far squillare i colori o accentuare le linee anche molto oltre il reale, il tutto per restituire letture più esplicite, interpretare. E' in rappresentazioni come queste che la moda riassume, ancora più schiettamente, il carattere di un periodo storico e di una società. Forse si potrebbe dire che in quanto a eloquenza e capacità descrittiva, una di queste illustrazioni vale come un centinaio di foto sparse in mille riviste diverse, a tratteggiare, un po' più ridondanti e un po' meno incisive, le forme di un nuovo trend.
http://designmuseum.org
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