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Affari di famigliaLvmh-Hermès, quelle analogie con il deal FendiNel 1999 Arnault e Bertelli acquistarono la maison romana strappandola alla Gucci di Paola Bottelli |
Tags: Hermès, Bernard Arnault, Lvmh, Patrizio Bertelli, Prada, Fendi, Roma, Gucci, lusso
Come è probabilmente accaduto con qualcuno dei 60 eredi della famiglia Dumas, che ufficialmente controlla il 72% di Hermès, il corteggiamento di Bernard Arnault e della Lvmh ha convinto in passato anche le cinque sorelle Fendi: nell'autunno del '99 l'uomo più ricco di Francia, insieme all'allora socio nella joint venture Lvp Patrizio Bertelli, Ceo di Prada, aveva "scalato" la Fendi, azienda a controllo totalmente familiare, strappandola alla Gucci di Domenico De Sole che per prima aveva pensato di integrarla nel proprio gruppo.
Carla, Paola, Anna, Franca e Alda avevano ereditato il business dalla madre Adele, artigiana di borse e pellicce di lusso in Roma, e tra gli azionisti figurava tutta la terza generazione: undici tra figli e nipoti, la più giovane di 28 anni e il più anziano di 45, alcuni con compiti societari.
Arnault e Bertelli avevano "giocato" d'astuzia con le inevitabili fratture che si creano nel capitalismo familiare in casi come questi e convinto tutti – anche tre delle sorelle che sembra avessero già firmato con Gucci – a cedere il 51% del capitale. Il valore della transazione? Sui mille miliardi di vecchie lire, giudicato «stratosferico» da molti analisti. In pratica, un price/earning di 55: all'epoca, Hermès era a 36. Insomma, una cifra in grado di persuadere anche i più restii nella famiglia romana.
Oggi Fendi fa parte a pieno titolo della galassia Lvmh e non è escluso che – forse con tempi meno rapidi di quelli del blitz del '99 – anche Hermès finisca per essere consolidata nel gruppo leader mondiale del lusso. Certo, ad Arnault la pazienza durante simili operazioni fa difetto: sempre nel '99, con un laconico comunicato di una riga, aveva annunciato di detenere il 5% in Gucci, ma di non essere intenzionato ad assumerne il controllo. In un mese, però, era arrivato al 34%, scatenando quella battaglia infinita di cause e ricorsi in tribunale che ha portato il gruppo fiorentino nelle mani della Ppr dell'acerrimo nemico di Arnault, Henri-François Pinault.
E ora? L'acquisto del pacchetto di azioni Hermès, inclusa la conversione dei derivati, non è invece costato una cifra stratosferica: "appena" 80 euro per azione, mentre la chiusura di venerdì, giorno precedente alla comunicazione, è di 176,20 euro. Il titolo valeva circa 80 euro nel marzo 2009 e quindi il rastrellamento dovrebbe essere iniziato molto tempo prima di quella data. Più probabile che tra i 60 eredi della famiglia Dumas qualcuno non stia dicendo la verità e abbia venduto ad Arnault. Non resta che attendere nuovi probabili annunci.
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