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INTERVISTARalph Lauren punta sul retailCresce il business della donna Con un occhio al made in Italy di Giulia Crivelli |
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Se da molte parti si continua ad auspicare una crescita dei consumi, i conti di Ralph Lauren certificano che – almeno per quel che riguarda il gruppo americano – la ripresa è arrivata e la crisi economica globale è alle spalle. O forse sarebbe meglio dire che per Ralph Lauren la crisi non c'è mai stata: nel primo trimestre dell'anno fiscale 2011 (che si è concluso il 3 luglio), i ricavi sono cresciuti del 13%, arrivando a 1,2 miliardi di dollari. L'utile operativo è salito del 49% a 174 milioni di dollari e per gli azionisti (Polo Ralph Lauren è quotata alla Borsa di New York) è stata una festa: l'utile per azione è passato da 0,76 dollari del primo trimestre fiscale 2010 a 1,21, in aumento del 59 per cento. È anche grazie a questi dati e a quelli dell'intero anno fiscale 2010 (ricavi a 5 miliardi e utile netto di 480 milioni, in aumento del 18% sul 2009) che Ralph Lauren ha continuato a investire nel retail e nella comunicazione. E a crescere nel segmentodonna e in particolare nella parte accessori di lusso, come spiega Brian Duffy, presidente di Polo Ralph Lauren Europe e Middle East. Duffy è a Milano per presentare la nuova veste del negozio di oltre mille metri quadrati di via Montenapoleone, dove i piani dedicati alla donna sono ora due, con grande spazio per le collezioni di scarpe e borse, sempre più ampie, per la linea di lusso Collection e per le linee Blue Label e Black Label.
Qual è la strategia retail per l'Italia, ora che avete "perfezionato" il negozio milanese? E nel resto del mondo?
I cambiamenti in via Montenapoleone erano necessari perché le vendite di accessori negli ultimi anni hanno continuato a crescere e lo spazio qui era oggettivamente limitato, insufficiente a mostrare le collezioni al completo. Per quanto riguarda il resto del paese, ci piacerebbe trovare nuovi spazi a Roma, Firenze, Venezia, spazi che non abbiamo mai smesso di cercare. Ma non scendiamo a compromessi sulle location, in Italia come in qualsiasi altro paese, e quindi a volte ci può volere del tempo per trovare ciò che vogliamo. Un'altra importante novità riguarda New York, dove apriremo il nostro primo negozio interamente dedicato alle collezioni donna, dando grande spazio e visibilità , come accade da oggi a Milano, agli accessori.
E la distribuzione wholesale?
Anche in questo caso cerchiamo sempre il meglio, siamo presenti solo in negozi multimarca selezionati. E anche in questo l'Italia è molto importante per il gruppo: qui realizziamo la più alta distribuzione wholesale tra tutti i paesi europei. Il legame tra gli italiani e il marchio Ralph Lauren è antico e molto forte. Per il gruppo inoltre l'Italia è un punto di riferimento per la produzione: realizziamo qui parte delle collezioni di accessori in pelle e l'etichetta "made in Italy" è sempre una garanzia di qualità.
Il 16 settembre la sfilata Ralph Lauren chiuderà la settimana della moda di New York. Hanno ancora senso le passerelle come le abbiamo viste fino a oggi?
Per la nostra azienda e il nostro marchio restano importantissime: internamente, ci servono per concentrare gli sforzi in una direzione, in vista della sfilata, e poi per comprendere fino in fondo, a sfilata conclusa, quale sia il mood, la direzioni in cui stiamo andando per quella stagione. Esternamente, le passerelle restano un formidabile mezzo di comunicazione, anche nell'era di internet. I più fortunati possono godersi lo show dal vivo, con tutte le emozioni che comporta, ma sempre più persone possono seguire tutto online.
A proposito di internet, a quando l'e-commerce anche per l'Europa?
Partiremo il prossimo mese , iniziando con il Regno Unito, per poi coprire, progressivamente, tutti i mercati europei, sulla scorta dell'esperienza maturata con l'e-commerce negli Stati Uniti, dove il nostro negozio virtuale continua a crescere a due cifre.
E i social network?
Siamo presenti, come è giusto essere, ma senza inutili affanni. È vero che il passaparola corre in rete, è vero che i fan del nostro marchio si incontrano magari su Facebook, ma soprattutto resta vero che la miglior forma di pubblicità e comunicazione restano i nostri flagshipstore, solidamente ancora nel mondo reale.
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