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INTERVISTAPellicano Designe la sfida del gioiello artigianale Maria-Livia Pellicano ha fondato il suo brand nel 2005. Oggi, mamma di sei figli, firma quattro linee di gioielli limited edition di Marta Casadei |
«Cosa si chiede oggi ad un gioiello? L'esclusività». A rispondere è Maria-Livia Pellicano: designer romana trapiantata a Monaco di Baviera (passando per Bangkok), nel 2005 ha fondato il brand di gioielli Pellicano Design. Pezzi esclusivi, dall'estetica ricercata. Che affondano le radici nell'amore per l'arte. E per la bellezza, certo. Ad influire sulla sua produzione non sono solo le passioni di Maria-Livia. Ma sono soprattutto i suoi sei figli: «Mi aiutano nel mio lavoro, commentano - dice la Pellicano - mi supportano in tutto e per tutto, sono i miei primi fan». Le sue quattro linee di prodotti - si va da pezzi di altissimo livello, indossati in occasioni chic come il Met Ball di New York, ad una linea più giovane in argento, ma rigorosamente lavorato a mano - godono di grande successo, in Germania e all'estero. Luxury24 dà uno sguardo in anteprima all' ultima creazione firmata Pellicano Design: Waltzer, senza dubbio un anello "da fidanzamento". «Le due pietre - sottolinea la designer - sono vicine e rese inseparabili da un anello tempestato di piccoli brillanti che sembra volteggiare attorno a loro. Le due gemme preziose e inseparabili ballano per sempre il "Walzer" della vita». Pare che qualche aspirante fidanzato abbia già commissionato una versione personalizzata dell'anello, per ora un'assoluta novità.
E' così importante che un gioiello sia unico nel suo genere. O è solo un capriccio di chi ne ha troppi?
Non è un capriccio ma una caratteristica fondamentale, forse la più importante. Lo è per me come per chi compra. La preziosità del gioiello non dipende solo dal valore economico del pezzo, ma dal fatto che sia una determinata persona ad indossarlo in un'occasione speciale, come l'inaugurazione di una stagione teatrale o una festa sontuosa. Chi acquista le mie creazioni vuole qualcosa che sia unico.
Come nascono le sue creazioni?
Tutto ruota attorno alla ricerca: non amo le cose scontate, anzi cerco il modo per evitarle. Amo molto la sperimentazione sul piano dei materiali: mi piace creare connubi insoliti abbinando ebano, brillanti e platino. Oppure pelle e argento. Metto alla prova la mia creatività. Lavoro ogni gioiello in maniera artigianale, come fosse una scultura. Anzi, mi correggo: ogni gioiello è una piccola scultura.
Nel 2005 ha fondato il suo marchio dopo aver lavorato per grandi aziende del settore. E' importante essere indipendenti per poter esprimere al meglio la propria creatività?
Credo di sì. Quando si lavora per un grande brand non si può lasciare la propria impronta con la giusta caratura. Invece, quando si parla di gioielli, la personalizzazione è fondamentale. Inoltre penso sia importante anche l'interazione tra designer e cliente: è un rapporto che io cerco di coltivare molto. Chi indossa un gioiello, infatti, deve sentirlo suo. Sta a me capire in che modo questo possa avvenire.
Quali tra i suoi gioielli hanno più successo?
Si vendono molte collane, sia lunghe che corte per le serate di gala. Ma anche anelli e intere parure. Ho anche una clientela giovane che predilige le creazioni in argento e punta spesso su gioielli vistosi per caratterizzare il proprio look. Magari optano per una collana "importante" che dia un tocco chic senza essere troppo sfarzosa.
Immagino che lei sia la prima ad indossare cose preziose..
Sì, me piace indossare gioielli vistosi. "Fare scena" mi diverte.
Se dovesse scegliere, per chi vorrebbe creare un pezzo particolare?
Per Meryl Streep. E' una brava attrice, una donna divertente e di classe. Insomma mi rispecchio molto nelle sue caratteristiche e credo porterebbe le mie creazioni con eleganza. Penso sempre che chi indossa i miei gioielli debba essere circondato da un'aura speciale di luce.
Da dove trae ispirazione?
Dalla realtà, dall'arte, dai viaggi. Vivo e lavoro a Monaco, ma mi muovo molto tra New York, la Florida, l' Africa. Vengo da Roma, dove ho vissuto fino a 22 anni. Respiro il mondo e, nei miei gioielli, è come se lo filtrassi per farne degli oggetti.
Quali sono i prossimi passi per il suo brand?
Di recente ho partecipato ad una fiera di rappresentanza, Inhorgenta Europe, ed è stato un grande successo. Ho preso l'esperienza come spunto ma non ho intenzione di trasformare il mio lavoro - limitato, molto curato e artigianale - in una produzione più ampia. Continuerò ad esporre in una serie di selezionate gioiellerie, a fare gioielli su misura. E poi creerò i gioielli per un'opera teatrale, che andrà in scena il prossimo anno. Per ora, tuttavia, i dettagli sono top secret.
www.pellicano-design.de
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