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ENTERTAINMENTEmmy, Clooney lancia appello per il PakistanPochi volti noti ai premi tv americani. Sul palco giganteggia il divo, premiato per l'impegno umanitaro
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Tags: Emmy Awards, Modern Family, Breaking Bad, The Big Bang Theory, Jim Parsons, Eric Stonestreet, Bryan Cranston, George Clooney, Elisabetta Canalis
Per un normale telespettatore italiano questa edizione degli Emmy Awards ha poco senso. Modern Family, Breaking Bad, The Big Bang Theory, Jim Parsons, Eric Stonestreet, Bryan Cranston. Sono questi i titoli e gli attori che hanno vinto alla sessantaduesima edizione degli Oscar della tv, domenica sera a Hollywood. Novità per l'America, emeriti sconosciuti per l'Italia.
Bryan Cranston per Breaking bad ha vinto l'Emmy per il migliore attore in una serie drammatica, surclassando attori come Hugh Laurie di House, Jon Hamm di Mad Men e Matthew Fox di Lost; Kyra Sedgwick per The Closer ha vinto l'analoga categoria femminile.
Jim Parsons, protagonista di The big bang theory (in arrivo su Italia Uno) è il migliore attore protagonista per una commedia, mentre fra le donne ha vinto Edie Falco per Nurse Jackie, forse l'unico volto noto, per aver interpretato la signora Soprano nell'omonima serie sulla mafia italiana a New York. Anche la serie che ha ottenuto il premio più importante, quello per il miglior dramma, Mad Men, in Italia è relativamente poco conosciuta (fra poco partirà la quarta stagione su FX, canale di Sky), e certo è meno popolare di Lost, Desperate Housewives, Grey's Anatomy o House, che non hanno vinto nulla o addirittura erano fuori dai giochi per non avere neppure ottenuto una candidatura.
Il nome più noto al pubblico italiano pronunciato durante la cerimonia è stato quello di George Clooney, ormai quasi adottato dal Bel Paese, per via della villa sul lago di Como e della fidanzata italiana Elisabetta Canalis, in abito bianco bon ton firmato Roberto Cavalli, presente alla cerimonia ma sempre defilata. Sul palco Juliana Margulies, collega di George ai tempi di E.R. (il serial che l'ha reso famoso), gli ha consegnato il Bob Hope Humanitarian Award per il suo impegno nelle maratone televisive organizzate per raccogliere fondi a favore dei meno fortunati. Riconoscendo a Clooney il ruolo di filantropo il pubblico degli Emmy gli ha tributato un lungo applauso in piedi, che l'attore ha accolto con una battuta: «Non fate così altimenti penso di esser molto malato e di non saperne nulla».
Negli anni Clooney ha aiutato ad organizzare tutti i maggiori eventi televisivi benefici: "America: A Tribute to Heroes", dopo la tragedia dell'11 settembre; "Tsunami Aid: A Concert of Hope" nel 2005, dopo la tragedia dello Tsunami; "A Shelter From the Storm", dopo l'uragano Katrina; e recentemente "The Hope For Haiti Now", per aiutare i terremotati del paese caraibico.
«Quando succede qualcosa nel mondo tutti, noi vogliamo aiutare. Più difficile è riuscire a farlo dopo sei mesi, dopo cinque anni, quando la luce delle telecamere si è spenta in quei luoghi. È allora che generalmente si fallisce. Non dobbiamo farlo, in Pakistan, in Sudan la gente continua a soffrire».
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