Lusso&strategie

Bulgari alza il target: addio al «low cost»

A Venezia in questi giorni i gioielli a disposizione delle star per il red carpet

Paola Bottelli

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Tags: Bulgari, Cipriani, gioielli, Francesco Trapani, lusso



I nuovi pezzi unici di alta gioielleria appena "sfornati" dalle abili mani degli artigiani della Bulgari saranno a Venezia da domani, in una suite del Cipriani, a disposizione delle star che vorranno indossarli sul red carpet. Collane con un unico pendente rotondo tempestato di 63 zaffiri multicolore per quasi 103 carati o decorati con "frange" di maxi-smeraldi per 129 carati, granati e diamanti, per fare solo un paio di esempi. Si tratta, ovviamente, dei gioielli più esclusivi del marchio romano, quelli che partono da 70mila euro di prezzo al pubblico per arrivare all'inimmaginabile: quindi non alla portata di tutte le tasche.
«Ma non intendiamo produrre oggetti stupendi per i musei anziché per le clienti», ha detto l'amministratore delegato Francesco Trapani in una lunga intervista al Wall Street Journal. Anche se la nuova strategia messa a punto dall'azienda dopo la crisi del 2009, che ha impattato pesantemente sui conti, è quella di «abbandonare molti prodotti di fascia bassa», ha aggiunto: soprattutto negli orologi, dove nel primo semestre le vendite sono diminuite dell'1,2%.
La segmentazione dell'offerta e il posizionamento dei prodotti sono la nuova frontiera anche per i big brand del lusso. Ciò non significa che Bulgari eliminerà tutto ciò che è nel cosiddetto entry price – anche se questa definizione va un po' stretta a un gioielliere – come il nuovo anello B.zero1 in versione oro e ceramica, un vero e proprio bestseller, in vendita a 800 euro. Ma, visto che sul medio prezzo Bulgari ha patito la concorrenza dei marchi della moda che si sono riversati impetuosamente nel mercato dei segnatempo, il ripensamento c'è stato. «Siamo stati delusi dagli orologi – ha detto ancora il ceo – ma abbiamo idee chiare su dove andare e dobbiamo ancora beneficiare pienamente del nuovo focus nell'alto di gamma».
Le due prestigiose manifatture svizzere di proprietà dell'azienda romana, Daniel Roth e Gerald Genta, sono state conglobate per accentuare i contenuti artigianali della produzione con Tourbillon e altre lavorazioni sofisticate. I nuovi range di orologi, però, non avranno un impatto significativo sui conti 2010, mentre «il bilancio dell'anno successivo – ha puntualizzato Trapani – beneficerà di un assortimento più vasto di quello del 2009».
A proposito di conti, l'a.d. non ha fornito novità sostanziali rispetto a quanto dichiarato nei mesi scorsi: per la fine di quest'anno, ha detto, è confermato il ritorno all'utile dopo che l'esercizio precedente aveva chiuso con un rosso di 47,1 milioni di euro (-7,7 milioni nei primi sei mesi di quest'anno). Per l'intero 2010 Trapani prevede «un'aggressiva crescita dei profitti», anche se il fatturato totale dovrebbe aumentare di poco (se ne deduce che è ancora in corso il drastico taglio dei costi già avviato l'anno scorso). E i flussi di cassa in aumento potrebbero suggerire al cda un aumento del dividendo, che era stato tagliato nel 2009.

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